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Banche:analisti, stretta Bce su Npl può costare 1,3 mld anno

Verbali Eurotower, discusso tapering ma timori per euro forte

05 ottobre, 16:44
(ANSA) - BRUXELLES, 5 OTT - La stretta della Bce sugli accantonamenti dei crediti dubbi potrebbe costare alle banche italiane fino a 1,3 miliardi di euro all'anno, facendo salire il costo del rischio di 9-11 punti base, con un impatto dell'8% sull'utile per azione, e di 60 punti base sul rote (ritorno sul capitale tangibile) al 2019. Sono i calcoli di Equita, secondo cui le misure rappresentano un incentivo ad accelerare la vendita degli Npl e riducono l'interesse delle banche a prestare denaro senza garanzie. In generale "la rinnovata pressione regolatoria" viene valutata come una "cattiva notizia" per le banche, su cui il giudizio viene abbassato da 'overweight' a 'neutral'. Fidentiis, che invita a concentrarsi sulle banche più solide, mette in guardia dagli effetti sulla concessione del credito. Al di là dell'intento della Bce, che è di incentivare le banche a non accumulare Npl in bilancio, "l'effetto finale" della misura è che le banche "avranno paura di concedere credito". Si tratta di norme con effetti "chiaramente pro-ciclici" in quanto i prestiti si ridurranno "quando il contesto macroeconomico si deteriora", verranno chieste "più garanzie" e verrà prestato meno "ai clienti in difficoltà". Il costo del credito "è atteso in crescita e rischia di essere scaricato sui debitori" Di novità "potenzialmente negative" per il sistema italiano parla anche il Credit Suisse secondo cui l'effetto atteso è un aumento delle coperture sulle inadempienze probabili e gli scaduti, attualmente ferme al 36% e al 26%, e di nuova pressione nella dismissione degli Npl. Meno negativo Intermonte secondo cui le norme produrranno "più alti accantonamenti nel quarto trimestre del 2017" ma "non dovrebbero avere un impatto significativo in quanto i nuovi flussi di credito deteriorato sono destinati a ridursi a causa dalle migliori condizioni economiche in Italia". Il broker, che conferma il giudizio 'overweight' sul settore, ritiene che le rettifiche previste per il futuro "dovrebbero essere già sufficienti a coprire gli accantonamenti automatici sotto le nuove regole".

Il consiglio direttivo della Banca centrale, il mese scorso, ha discusso come "ricalibrare" il quantitative easing, analizzando vari scenari fra cui un orizzonte più ampio del quantitative easing a fronte di una maggiore riduzione degli acquisti dei titoli, o al contrario un Qe di durata più breve ma con acquisti mensili più sostanziosi. E' quanto emerge dai verbali della riunione del 6-7 settembre, pubblicati oggi da Francoforte, nella quale i governatori hanno anche espresso preoccupazione per la forza dell'euro giungendo alla conclusione che questa richiede un monitoraggio. Secondo i membri del consiglio "qualsiasi revisione della posizione di politica monetaria deve essere molto graduale e cauta, mantenendo sufficiente flessibilità", come sintetizza il documento riassuntivo pubblicato oggi.

"Io conto sul fatto che all'inizio del prossimo anno passeremo ad una cauta riduzione della velocità". Lo ha detto il governatore della Banca centrale austriaca e membro del consiglio della Bce Ewald Nowotny, affermando al magazine on line "Trend" di aspettarsi, a partire dall'inizio del 2018, un lento rientro della Bce dalla politica ultraespansiva. A proposito dell'acquisto di azioni di imprese il banchiere ha espresso le sue riserve: "Vorrei che in futuro questo settore non sia più contenuto nel programma".(ANSA).


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