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Energia: scontro in Ue per dazi su panelli solari cinesi

C'e' chi teme impennata prezzi apparati

10 maggio, 18:26
Energia: scontro in Ue per dazi su panelli solari cinesi Energia: scontro in Ue per dazi su panelli solari cinesi

BRUXELLES - Si accende la polemica sulla proposta fatta dalla Commissione europea per applicare un antidumping del 47% sui pannelli fotovoltaici importati dalla Cina. La battaglia si combatte a suon di migliaia di posti di lavoro messi in pericolo. Da una parte la lobby Eu ProSun (Suistainable Solar Energy Initiative for Europe) lamenta il danno provocato dall'introduzione di pannelli cinesi con costi troppo economici per essere reali. Dall'altra c'e' chi, specie tra gli ambientalisti, definisce 'stupida' una decisione che mettera' a rischio il lavoro delle imprese europee che usano il prodotto di importazione cinese e potrebbe determinare un'impennata del costo dell'installazione di apparati fotovoltaici.

 

L'esecutivo, che dovrebbe rendere provvisoria la misura punitiva dal 5 giugno ed eventualmente definitiva da dicembre, sta valutando la situazione che riguarda 21 miliardi di esportazioni cinesi. Eu ProSun argomenta che dal 2011 ad oggi solo nella produzioni di moduli solari si sono persi in Europa 15.000 posti di lavoro. E cio' che fa paura e' il programma quinquennale lanciato da Pechino che mira a monopolizzare il mercato dell'energia fotovoltaica con la produzione non solo dei pannelli , ma dell'intera catena di produzione, dal silicio grezzo, ai macchinari, dal vetro solare agli invertitori. Per intervenire non e' troppo tardi, secondo il presidente della lobby, Milan Nitzschke.

 

La produzione cinese non fa che copiare quanto si e’ fatto in Europa e il Vecchio Continente ha ancora un anno di vantaggio sul prodotto cinese. Ma penalizzare le importazioni vuol dire, secondo il vicepresidente del comitato commercio internazionale del Parlamento europeo Robert Sturdy, mettere a rischio migliaia di posti di lavoro di chi importa e lavora attualmente con i prodotti cinesi. C'e' inoltre la possibilita' che i prezzi dei pannelli sul mercato europeo subiscano un'impennata a scapito dei consumatori e della politica a favore delle energie verdi.


Sturdy avverte anche sulle possibili conseguenze del commercio con Pechino e invita a considerare la problematica nel suo insieme. C'e' infine chi vede, come l'europarlamentare Claudio Morganti, nella politica antidumpig contro l'industria solare cinese un primo passo per estendere misure analoghe per proteggere settori europei in crisi come il manifatturiero e le acciaierie.


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