Libia: Guerini, per embargo serve restituire navi a Sophia

Iraq: avanti con addestramento forze sicurezza

Redazione ANSA

BRUXELLES - Per mantenere l'embargo Onu delle armi alla Libia "è necessario rafforzare il dispositivo" dell'operazione Sophia. "La nostra posizione è che si debba rimettere in campo la componente navale, e crediamo che se questi sono gli obiettivi condivisi da tutti, si possa arrivare a questo risultato". Così il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a margine della ministeriale Nato.

Di Libia - ha spiegato - "si è parlato sia alla cena di lavoro di ieri sera con l'Alto rappresentante Josep Borrell, che oggi in plenaria, dove ne ho parlato io. Il tema della Libia è fondamentale per gli interessi strategici del nostro Paese, ma è un tema che riguarda anche la sicurezza dell'Europa e della nostra Alleanza. C'è un lavoro da fare per portare avanti i risultati della conferenza di Berlino, questo lavoro può essere fatto solo attraverso un supporto agli obiettivi politici, dentro le scelte che verranno fatte a livello internazionale, nelle organizzazioni internazionali, ed in particolar modo all'Onu, e noi lavoriamo in questa direzione. Sophia è un pezzo di questo lavoro".

In Iraq abbiamo raggiunto risultati importanti nella lotta all'Isis e nell'addestramento delle forze armate di sicurezza. Bisogna continuare quel lavoro" ha commentato il ministro. "Come avevo anticipato qualche settimana fa - ha spiegato - c'è la possibilità di transitare l'impegno dalla dimensione della coalizione a quella della dimensione Nato, rafforzando l'elemento delle forze armate e di sicurezza. Credo sia un contributo importante per la stabilizzazione di una regione fondamentale per noi".

Alla riunione della Nato "abbiamo valutato i risultati del lavoro in Afghanistan, perché i dialoghi di pace in corso tra Usa e governo talebano, sono stati realizzati anche grazie al mantenimento dell'impegno della Nato nell'attività di contrasto nell'insorgenza del terrorismo, e di addestramento delle forze armate afghane. I risultati sono positivi in un quadro che resta complesso" ha spiegato poi Guerini.

All'incontro con gli alleati è stato "confermato che siamo arrivati insieme e ce ne andremo insieme, ed ogni scelta dovrà essere fatta in modo coordinato con tutti i Paesi che sono in Afghanistan. L'Italia è impegnata con un contingente importante. Il nostro è un lavoro molto apprezzato, come ha testimoniato anche oggi il ministro afghano Khalid, in un breve incontro". "Credo che il lavoro che facciamo stia dando risultati, e che ogni possibile ragionamento su una prospettiva di rimodulazione della presenza Nato debba essere confrontata con l'andamento del processo di pace, ed il consolidamento dei risultati raggiunti".

Mentre sul processo di adesione dei Balcani all'Ue il ministro ha ricordato l'impegno del nostro Paese: "Il processo di integrazione dei Balcani è un processo a cui l'Italia sta dedicando da tempo energie e forze. Siamo presenti in Kosovo con K-for di cui deteniamo la guida. Gli stop dell'Ue" per avviare i negoziati di adesione di alcuni Paesi, "sono per noi un errore storico, a quell'errore va posto rimedio, rimettendo in piedi il processo di integrazione". 

A chi chiedeva se il governo reggerà Guerini ha risposto: "Siamo chiamati a svolgere un ruolo importante per il Paese, nella capacità di governarlo, nelle scelte che dobbiamo fare, nell'assunzione di responsabilità. Penso che non servano litigi e ultimatum, ma serva lavorare insieme. Mi appello alla responsabilità di tutti". 

 

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