Virus Cina: alto rischio in Asia, in Ue resta moderato

Italia unico paese Ue con controlli aeroporti

Redazione ANSA

BRUXELLES - Al momento il rischio di arrivo in Europa del coronavirus scoperto in Cina a fine anno resta 'moderato', ma è alta la probabilità di contagio nei Paesi asiatici. Sono le conclusioni del parere aggiornato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sulla polmonite virale simile alla Sars che ha avuto origine in Cina. L'Ecdc ha anche aggiornato le statistiche sui casi accertati, aumentati a 292, e delle vittime, nove, e i paesi finora interessati, con gli Usa che si sono aggiunti a Giappone, Corea del Sud e Tailandia.

La valutazione dell'Ecdc si riferisce a dati aggiornati alla sera del 20 gennaio. I media americani riportano un bilancio delle vittime più severo, con 17 decessi registrati tutti in Cina e oltre 470 casi di infezione. Di giorno in giorno, fanno notare quotidiani come il New York Times e il Washington Post, il conto dei morti raddoppia o quasi, da 4 il 20 gennaio a 9 ieri e 17 oggi. A preoccupare gli esperti sono anche i 3 miliardi di spostamenti che i cinesi dovrebbero effettuare in questi giorni per le vacanze di Capodanno.

L'Italia è ad oggi l'unico Paese europeo ad aver adottato procedure per lo screening dei passeggeri in seguito all'emergenza del coronavirus in Cina, negli aeroporti di Fiumicino (Roma) e Malpensa (Milano). E' quanto è emerso oggi dalla riunione del comitato Ue sulla sicurezza sanitaria convocato a una settimana dalla prima riunione. Nessun altro Paese dell'Unione ha comunicato di aver programmato un controllo di accesso agli aeroporti, per ora. "Attendiamo le conclusioni dell'Oms sull'opportunità di dichiarare un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale", dice un portavoce della Commissione europea al termine della riunione.

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