Privacy: Breton, Ue divisa, impasse sul nuovo regolamento

Whatsapp, Skype e Messanger restano senza regole

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Tra i Paesi Ue ci sono più divergenze del previsto" sul nuovo regolamento sulla e-privacy. E visto che questa situazione di stallo dura ormai da tre anni "tutte le opzioni sono sul tavolo". Così il commissario Ue per il Mercato Interno, Thierry Breton, al termine del Consiglio Ue sulle telecomunicazioni che ha registrato un nuovo nulla di fatto sulle norme che dovrebbero adattare il quadro normativo europeo - fermo al 2002 - alle nuove realtà sorte nel frattempo come Whatsapp, Skype e Messanger. 

"Non so se le divergenze registrate sono insormontabili", ha detto il nuovo commissario. "Le posizioni degli Stati membri sono molto variegate, alcuni sostengono che sia necessario essere più precisi sul ruolo delle piattaforme, altri mettono in gioco temi che invece sono da approfondire: sono disponibile al dialogo", ha aggiunto il francese, spiegando che nei prossimi mesi parlerà con tutte le capitali. "Poi vedremo che cosa fare, tutte le opzioni al momento sono sul tavolo". Breton non ha escluso la possibilità di una nuova proposta da parte di Bruxelles ma, ha precisato, "è presto per dirlo". Tuttavia, ha concluso, tra i ministri Ue responsabili delle tlc "è emerso il sentimento che sia necessario accelerare sulla questione: l'opinione pubblica e i cittadini europei ci aspettano al varco".

In base alle regole in vigore una rigida protezione della privacy viene applicata solo ai messaggi testuali e alle chiamate vocali effettuate con i mezzi di comunicazione tradizioni. Le divergenze tra gli Stati membri che impediscono il varo delle nuove norme, secondo gli esperti, sono molteplici e vanno dal trattamento della pornografia agli abusi sui minori nonchè al controllo dei cosiddetti cookies e al divieto di messaggi spam inviati senza il consenso degli utenti via email o SMS. 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Ultimo aggiornamento: