Spagna: settimana cruciale per evitare nuove elezioni

Domani Sanchez e Iglesias in udienza dal re, il limite è 23/9

Redazione ANSA

ROMA - Si apre una settimana cruciale per la politica in Spagna con il conto alla rovescia verso il limite del 23 settembre per la formazione del governo: l''Ora X' dopo la quale si dovrà procedere con lo scioglimento del Parlamento, quindi indire nuove elezioni per il prossimo 10 novembre. Martedì il re Felipe VI riceve in udienza il leader del Psoe e premier in uscita oltre che vincitore delle elezioni lo scorso aprile, Pedro Sanchez, e il leader della formazione di sinistra Podemos, Pablo Iglesias. I due sono i protagonisti dello stallo che si protrae da settimane, non avendo nel corso dei negoziati di fatto modificato granchè le proprie posizioni. Sanchez -il cui partito socialista è emerso vincitore dalle urne ma senza la maggioranza necessaria per governare da solo - ambisce comunque a formare un governo monocolore e ha quindi a più riprese offerto a Podemos posizioni sì di rilievo ma sempre in appoggio esterno al governo. Iglesias ha invece chiesto ruoli chiave o comunque all'interno dell'esecutivo e ad un certo punto si era pure fatto indietro personalmente - escludendo quindi un incarico di peso per sè - pur di guadagnare terreno in questa direzione. Sanchez si è mostrato però irremovibile, anche rispetto all'ultima proposta di Iglesias che nei giorni scorsi aveva ipotizzato la formazione di una coalizione di governo temporanea per approvare intanto la legge di bilancio. Un'opzione esclusa però dai socialisti.

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