Obbligo vaccini in Italia torna ad animare dibattito a Bruxelles

Petizione genitori presentata a Parlamento europeo

Redazione ANSA

BRUXELLES - L'obbligo vaccinale per i bambini italiani torna ad animare il dibattito politico a Bruxelles. "Una battaglia di civiltà" l'ha definita l'avvocato napoletano Roberto Ionta, che, accompagnato da Stella Lucia Galassi per le associazioni 'LiberaMente Lazio' e 'Gruppi uniti laziali', è stato accolto in audizione dalla commissione Petizioni del Parlamento europeo. A sostegno della loro causa, i promotori della "libertà di scelta" sui vaccini hanno presentato una petizione corredata da un centinaio di firme, raccolte fra i genitori che nel novembre 2017 hanno partecipato a Roma a una manifestazione sul tema.

Secondo Ionta, già promotore di due denunce alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica contro l'allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la legge italiana comporterebbe una "discriminazione dei bambini italiani rispetto a quelli degli altri Paesi europei" perché, se non vaccinati, li escluderebbe dal cammino verso la scuola dell'obbligo. Durante il dibattito, che non ha visto l'intervenuto di eurodeputati italiani, la Commissione Ue ha ricordato che "in Europa abbiamo norme molto rigorose per l'approvazione di medicinali e vaccini". La commissione parlamentare ha deciso di trasmettere la petizione ai colleghi della commissione Sanità pubblica, che "potrà studiarla nel merito" per quanto riguarda i presunti pericoli derivanti dalla composizione dei vaccini. Un risultato accolto con soddisfazione da Ionta: "abbiamo ancora una possibilità", ha dichiarato.

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