Migranti: Sos Mediterranée, torniamo in mare per assenza iniziative Ue

'Non forzeremo porti Italia, ma non andremo in Libia'

Redazione ANSA

PARIGI - "L'assenza prolungata di iniziative da parte degli Stati europei per creare un meccanismo di salvataggio duraturo, condiviso, e prevedibile obbliga la società civile, attraverso Sos Mediterranée, a tornare in mare per salvare delle vite": lo ha detto Sophie Beau, la cofondatrice dell'associazione Sos Med France, in una conferenza stampa convocata a Parigi per illustrare il ritorno in mare con la nave Ocean Viking dopo lo stop dell'Aquarius nel porto di Marsiglia lo scorso anno. "Oggi più che mai chiediamo l'aiuto dei cittadini europei affinché ci aiutino nelle nostre missioni di salvataggio", prosegue l'associazione che agisce in partenariato con Médecins sans Frontières (Msf).

"Non forzeremo le acque territoriali italiane ma rifiuteremo di sbarcare la gente in Libia, nel rispetto del diritto internazionale marittimo", ha dichiarato Louise Guillaumat, vicedirettrice delle operazioni di Sos Mediterranée. Proprio oggi, una quindicina di Stati europei sono chiamati a riunirsi a Parigi su invito del ministro dell'Interno, Christophe Castaner, per tentare di trovare un meccanismo di sbarco temporaneo dei migranti soccorsi in mare. L'Italia dovrebbe essere presente ai lavori con una delegazione di tecnici del ministero degli Esteri e dell'Interno.

Da parte sua, il vicepremier, Matteo Salvini, ha fatto sapere di aver inviato una lettera a Castaner nella quale ribadisce che Francia e Germania "non possono decidere le politiche migratorie ignorando le richieste dei paesi più esposti come noi e Malta". Alla riunione di Parigi, non aperta alla stampa, dovrebbe partecipare anche il commissario Ue uscente alle migrazioni Dimitris Avramopoulos, per tentare di trovare una soluzione alla questione degli sbarchi.

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