Migranti: Agenzia Ue diritti, preoccupa stop di Roma sui porti

Da Grecia a Danimarca, Paesi Ue inaspriscono politiche nazionali

Redazione ANSA

BRUXELLES - La principale preoccupazione che riguarda i diritti fondamentali dei migranti in Italia "resta la politica del governo di non consentire alle imbarcazioni di entrare in porto, ritardandone lo sbarco". Lo segnala l'Agenzia per i diritti fondamentali dell'Unione europea (FRA) nella sua relazione di maggio, dove indica comunque "un'inasprimento" generalizzato "delle politiche e delle leggi nazionali" nei quindici Paesi dell'Ue di cui ha raccolto i dati, tra cui Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia e Germania.

Tra i vari esempi citati dalla relazione dell'Agenzia , quello del Parlamento danese, che di recente ha adottato una norma che rende "temporanei i permessi di residenza per i profughi ed i loro familiari" e prevede fino a "40 giorni di carcere, in alcuni casi", per quanti, dopo essersi visti visti rifiutare la richiesta di asilo, "non restano nei centri di accoglienza di assegnazione". In Grecia invece, si legge, "alcune persone a cui era stato concesso lo status di profugo prima del 31 luglio 2017, non avranno più assistenza abitativa. Questo potrebbe portare ad un aumento dei senzatetto ed ostacolare l'accesso ad alcuni servizi, come ad esempio la scuola per i bambini". In Austria si assiste ad un ulteriore giro di vite, che prevede tra l'altro "la sistemazione dei profughi in centri per i rimpatri durante le procedure di ammissione, misure di coprifuoco e il ritiro dello status di asilo, in presenza di alcuni reati".

 

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