Siria: Ue, raccolti aiuti per 6,16 miliardi per il 2019

2 mld solo dall'Ue. Mobilitati anche 2,09 mld per il 2020 e oltre. Italia conferma 45 mln annui

Redazione ANSA

BRUXELLES - Collettivamente per il 2019 sono 6,16 miliardi di euro gli aiuti raccolti a sostegno dei siriani, tra le delegazioni intervenute alla terza Conferenza per la Siria, presieduta dall'Ue e dall'Onu, appena terminata a Bruxelles. Lo annuncia il commissario Ue agli Aiuti umanitari Christos Stylianides. Inoltre, sono stati raccolti 2,09 miliardi per il 2020 ed oltre.

L'Ue ha offerto 2,57 miliardi di euro dal budget comunitario, mentre gli Stati membri 4,22 miliardi, per il 2019 ed oltre. 

"Con le Nazioni Unite abbiamo convocato la terza Conferenza sulla Siria, riunendo 80 delegazioni internazionali per oltre 50 Paesi, per mantenere la Siria ed i siriani tra le priorità dell'agenda internazionale", ha detto Mogherini arrivando in mattinata alla terza conferenza sulla Siria organizzata a Bruxelles da Ue e Onu. "L'Ue ha sostenuto i siriani dentro e fuori il Paese fin dall'inizio della crisi, con il supporto politico e umanitario, e da sola ha mobilitato 17 miliardi di euro. Non vogliamo che questo conflitto sia dimenticato, in un momento in cui la comunità internazionale sembra interessarsi un pochino meno alla Siria. Abbiamo riunito qui delegazioni da tutto il mondo per dire che dobbiamo mantenere alta l'attenzione per trovare una soluzione politica per il conflitto, non è ancora finita, dobbiamo dare il nostro sostegno", ha evidenziato l'Alto rappresentante.

"Vogliamo sostenere il processo politico guidato dall'Onu. La situazione militare sul terreno potrebbe svilupparsi in una direzione o in un'altra, ma quello che è chiaro è che per avere la pace servirà un processo dei siriani, guidato dall'Onu, a Ginevra. Siamo qui per dare supporto a questo processo", ha spiegato Mogherini. "Vogliamo anche mobilitare sostegno finanziario internazionale per i siriani, per gli aiuti umanitari, sia all'interno del Paese, che in quelli vicini. Mi aspetto l'annuncio di impegni significativi, io annuncerò quello dell'Ue all'inizio della conferenza, ma vogliamo mantenere anche alta la pressione sull'attuazione degli impegni", ha avvertito il capo della diplomazia europea. "Oggi è la parte ministeriale della Conferenza, ma ieri abbiamo avuto una parte importante, nell'incontro con la società civile e le donne siriane, mostrando che la riconciliazione è possibile, se viene fatto un passo per trovare una soluzione politica", ha aggiunto. Mogherini ha sottolineato inoltre che gli aiuti che verranno mobilitati sono anche per i Paesi vicini alla Siria, e per le comunità che hanno accolto i profughi, "in primo luogo Giordania, Libano e Turchia, che hanno accolto i numeri più alti di siriani, ma anche l'Iraq e l'Egitto". "Sono contenta di vedere che c'è un'alta partecipazione da parte dei Paesi della regione - ha concluso - perché in questa situazione occorre lavorare con le Nazioni Unite, ma anche con i Paesi della regione, che sono i più coinvolti".

I soldi "che mobilitiamo alla terza Conferenza per la Siria sono per gli aiuti umanitari dentro e fuori la Siria. Ma i soldi per la ricostruzione, dall'Ue e dai suoi Stati membri, saranno mobilitati solo nel momento in cui il processo politico sarà stato saldamente avviato sotto gli auspici dell'Onu, a Ginevra", ha sottolineato l'Alto rappresentante dell'Ue. "Siamo pronti a dare i soldi per la ricostruzione, ci stiamo lavorando anche con la Banca mondiale, ma arriveranno solo quando riprenderà il processo politico a Ginevra", ha sottolineato il capo della diplomazia Ue, ricordando tra l'altro che gli aiuti umanitari stanziati fino ad oggi sono serviti anche a stabilizzare il Paese, spiegando ad esempio come si stia "investendo nelle aree liberate dall'Isis, per essere sicuri che i servizi base siano attivati e l'area sia stabilizzata".

L'IMPEGNO DELL'ITALIAL'Italia ha confermato il suo impegno finanziario di 45 milioni per gli aiuti umanitari destinati alla crisi siriana nel 2019. Un'ulteriore tranche da 45 milioni sarà stanziata nel 2020. Lo ha annunciato il sottosegretario agli Affari esteri, Manlio Di Stefano, a margine della Conferenza sulla Siria in corso a Bruxelles. Gli aiuti sono compresi nei fondi della cooperazione. "E' importante immaginare un futuro della Siria scelto dai siriani", ha detto il sottosegretario, sottolineando l'importanza di un "percorso di dialogo" tra il governo di Assad, istituzioni e organizzazioni internazionali "per tornare a una pacificazione sul territorio, che è la cosa più importante". "Non parliamo di democrazie consolidate dove ha senso immaginarci oggi quello che sarà domani, dobbiamo favorire un percorso di dialogo che porti la Siria ad essere quella che i siriani vorranno creare", ha evidenziato Di Stefano.  L'Italia è impegnata a dare "massimo sostegno e protezione ai gruppi più vulnerabili" in Siria, ha detto il sottosegretario intervenendo alla conferenza, dedicando quindi un elogio particolare alle donne siriane "per il loro instancabile impegno a promuovere la costruzione della pace, la resilienza e la coesione sociale".
A margine della conferenza, Di Stefano ha inoltre ricordato che gli aiuti umanitari messi a disposizione dall'Italia in favore della crisi siriana comprendono anche un contributo di 111 milioni per il 2019 destinati allo strumento dell'Ue per i rifugiati siriani in Turchia.

ONU, 18 MILIONI DI PERSONE NECESSITANO DI AIUTI UMANITARI - "Ci sono quasi 12 milioni di siriani nel Paese e circa 6 milioni di rifugiati nei Paesi vicini che continuano ad aver bisogno di aiuto, di cibo, acqua, riparo, assistenza sanitaria ed altro. L'anno scorso i nostri appelli per i siriani hanno raccolto 6 miliardi di dollari. Speriamo di ricevere nuovi generosi impegni. Se ci avviciniamo o addirittura otteniamo più dei 6 miliardi di dollari che abbiamo raccolto lo scorso anno, sarà una buona giornata". Così il sottosegretario delle Nazioni Unite agli affari umanitari Mark Lawcock, arrivando alla terza Conferenza sulla Siria, presieduta da Ue e Onu, a Bruxelles.

"Un sostegno rinnovato e più prevedibile per i Paesi vicini alla Siria che ospitano i profughi; più posti per i reinsediamenti dei profughi, poiché le disponibilità negli ultimi due anni sono precipitate, al punto tale che solo un profugo su 200 viene reinsediato ogni anno; e la necessità di rivolgere l'attenzione ai preparativi per i rientri dei profughi e degli sfollati". Sono queste le tre richieste che l'Alto commissario per i rifugiati dell'Onu Filippo Grandi ha rivolto alla comunità internazionale, nel suo intervento alla terza Conferenza sulla Siria, in corso a Bruxelles.

 

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