Nato, valutiamo rischi sicurezza da 5G di Huawei

Huawei, nessuna prova contro di noi, aperti a dialogo

Redazione ANSA

BRUXELLES - La Nato valuta i rischi per la sicurezza che possono derivare dalle infrastrutture 5G della cinese Huawei. Sulla questiono sono in corso "consultazioni" per una "valutazione" complessiva, ha detto il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg. "Alcuni alleati hanno espresso preoccupazioni sulle infrastruttura 5G di Huawei. Prendiamo queste preoccupazioni molto sul serio, e per questo continuiamo a consultarci, e vedere se la Nato ha un ruolo da giocare nell'affrontare gli aspetti della sicurezza".

Ieri il comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale americano Curtis Scaparrotti, ha avvertito la Germania che le forze della Nato interromperanno le comunicazioni con i colleghi tedeschi se Berlino sceglierà di associarsi al gruppo cinese Huawei per le sue infrastrutture 5G. Alla richiesta di commentare questa notizia, durante la conferenza stampa per la presentazione delle spese nella Difesa degli alleati, Stoltenberg ha affermato: "E' in corso una consultazione, incluso sugli aspetti della sicurezza degli investimenti nelle reti 5G. So che questa è una questione che viene affrontata in molte capitali dell'Alleanza. Riguarda in parte economia e commercio, ma ha anche implicazioni potenziali per la sicurezza. Per questo ora valuteremo e vedremo come la Nato ed i suoi alleati possono affrontare al meglio le sfide che derivano da investimenti nelle infrastrutture 5G".

"Non c'è nessuna prova che Huawei costituisca un rischio per la sicurezza", al contrario "siamo parte della soluzione non del problema", per questo "Huawei è aperta al dialogo con chiunque abbia preoccupazioni legittime sulla cybersicurezza". Così un portavoce del gigante tech cinese in risposta alle dichiarazioni del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che ha detto di star valutando i rischi per la sicurezza derivanti dalle infrastrutture 5G di Huawei dopo l'allarme lanciato dagli Usa.

"Un governo serio deve attenzionare tutte le reti a prescindere da chi le gestisce", che si tratti della Cina "con Huawei o ZTE", oppure degli Stati Uniti "con altre compagnie", ha detto il sottosegretario agli Affari esteri, Manlio Di Stefano (M5S), a Bruxelles. "Le relazioni politiche" di Roma con Washington e Pechino "sono ovviamente diverse e il meccanismo di fiducia è totalmente differente, ma nel monitoraggio della sicurezza delle reti prestiamo la stessa attenzione con americani e con cinesi, chiunque potrebbe avere vantaggio dai nostri dati", ha sottolineato il sottosegretario. Il governo vuole "fare in modo che l'infrastruttura strategica italiana sia protetta e garantita", ha proseguito Di Stefano, ricordando che le reti ultraveloci 5G in Italia "sono state ottenute con bando pubblico e ora le aziende vincitrici - Tim, Vodafone, Wind e Iliad - hanno bisogno di qualcuno che gliele sviluppi". In questo percorso, "lo Stato non può sostituirsi alle aziende private" ma "può controllare che tutto venga fatto a norma e in sicurezza".

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