Brexit: Barnier, il voto di ieri aggrava l’incertezza

Ue, la nostra posizione non cambia. Tajani, per rinvio serve unanimità Stati, complicato

Redazione ANSA

STRASBURGO - "Il voto di ieri sera prolunga e aggrava una grande incertezza". Lo ha detto il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit Michel Barnier parlando alla plenaria del Parlamento europeo. "La responsabilità sulla decisione della Brexit - ha aggiunto - è esclusivamente britannica e oggi la prima responsabilità per uscire dall'impasse ricade sul Regno Unito. Se continuano a voler uscire" l'accordo negoziato "è e resterà l'unico trattato disponibile. Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare”.

"Non vedo altre soluzioni se non l'accordo di recesso che abbiamo negoziato, questa resta la nostra posizione e non cambierà. La soluzione ora deve arrivare da Londra". Lo ha ribadito il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo all'indomani del voto sulla Brexit al parlamento britannico. "Barnier e Juncker - ha aggiunto - hanno fatto sforzi enormi per chiarire. Ora gli unici che possono dirci che strada seguire sono i parlamentari britannici".

"Sono i britannici che devono chiedere un rinvio della conclusione del periodo dell'applicazione dell'articolo 50. Non lo hanno chiesto. In questo caso dovrebbe essere concesso all'unanimità degli Stati membri. È una situazione molto complicata. Nulla è escluso". Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, interpellato sull'eventualità di una partecipazione dei britannici alle elezioni europee in caso di rinvio della Brexit. "Aspettiamo i voti di oggi, noi stiamo già preparandoci comunque a un'uscita senza accordo. Poi vedremo se i britannici andranno in un'altra direzione. Tutto ciò che sta accadendo dimostra quanto sia complicato, velleitario e dannoso, uscire dall'Ue", ha sottolineato Tajani a margine della plenaria a Strasburgo. "La posizione del Parlamento è chiara - ha aggiunto -: chiediamo a Londra di fare una scelta, perché regna il caos sovrano. Non capiamo il loro obiettivo".

"Theresa May non ha altra scelta se non quella di lavorare seriamente con i laburisti per una più stretta relazione tra l'Unione europea e il Regno Unito o lasciare la parola al popolo britannico con nuove elezioni o un nuovo referendum". Così il negoziatore del gruppo dei socialisti S&D sulla Brexit, Roberto Gualtieri, in una nota congiunta con il capogruppo Udo Bullmann dopo il voto nella Camera dei Comuni. "È la seconda volta in meno di due mesi che la strategia sulla Brexit di Theresa May fallisce. Dopo che il governo è stato sconfitto con un ampio margine a gennaio", ricorda la nota, "abbiamo chiesto a Theresa May di lavorare con i laburisti e gli altri partiti politici per formare una maggioranza stabile. Invece" la premier britannica "ha tentato di placare i conservatori Brexiters, una strategia che ha fallito platealmente stasera. Ora basta". Gualtieri e Bullmann confidano che i parlamentari britannici "rifiutino domani una Brexit senza accordo" e chiedano "una proroga all'articolo 50". "Il problema - prosegue la nota - non è quanto deve durare l'estensione, ma qual'è il suo scopo. La questione importante è se, una volta scongiurato il no deal, i parlamentari possano riprendere il controllo e prendere una decisione chiara sulle uniche due opzioni positive sul tavolo: modificare le linee rosse del governo o dare ai cittadini la possibilità di dire no alla Brexit o di cambiare il governo".

"Il tempo stringe e i britannici devono chiarire cosa vogliono raggiungere per il futuro. Perché dobbiamo dare una proroga? Abbiamo bisogno di argomentazioni ragionevoli per qualsiasi tipo di proroga. Questa è la posizione del Ppe: nessun giorno di proroga se non ci dicono cosa vogliono raggiungere". Lo ha detto il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, ricalcando la posizione del negoziatore Ue Michel Barnier. "Certamente - ha aggiunto - bisogna prepararsi per lo scenario peggiore possibile. La seconda cosa è che se non c'è una maggioranza possibile in Parlamento bisognerà consultare nuovamente il popolo"

"Sono contrario a qualsiasi proroga se non si basa su un chiaro parere: vogliamo sapere che cosa vogliono i britannici". Lo ha detto il capogruppo dell'Alde al Parlamento europeo Guy Verhofstadt, intervenendo in plenaria. "Non voglio una proroga lunga - ha aggiunto - che ci porti al di là delle elezioni, che sarebbero occupate e dirottate dalla Brexit. L'unico risultato è che si darà un nuovo mandato all'onorevole Farage ed è quello che egli vuole, prima di tutto perché gli consentirà di avere uno stipendio e poi di fare il suo lavoro che è distruggere l'Ue dall'interno". Un attacco cui l'eurodeputato britannico ha reagito prima ridendo, poi annuendo e dando ragione a Verhofstadt nel passaggio relativo alla sua volontà anti-europea.

"Oggi la Camera dei Comuni farà il possibile per tradire l'accordo sulla Brexit". Lo ha detto l'eurodeputato britannico Nigel Farage, secondo il quale "la prossima tappa giovedì al Consiglio europeo sarà l'umiliazione della May quando chiederà la proroga dell'articolo 50" che nei trattati europei regola l'uscita di un Paese dall'Ue. "Per noi - ha aggiunto - l'unica soluzione è che la richiesta di proroga incontri un veto al Consiglio europeo e noi ce ne andiamo il 29 marzo e potremo continuare a vivere la nostra vita". Su Twitter, Farage sostiene inoltre di avere avuto un colloquio con il negoziatore europeo Michel Barnier, questa mattina, e di averlo trovato "impaurito" dall'eventualità di un'uscita 'no deal' della Gran Bretagna. "C'è anche una forte pressione sulla May - ha aggiunto - perché dia una ragione solida per la richiesta di un'estensione. Su questo non avrà alcun assegno in bianco".

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