Brexit: Barnier, chiarezza deve venire da Londra

Incontro con ministro Barclay a Bruxelles, 'occorre che qualcosa nel Regno Unito si muova'

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - "Bisogna che qualcosa nel Regno Unito si muova" per uscire dall'impasse sulla Brexit. "La chiarezza deve venire da Londra, è a Londra che devono trovare il modo per costruire una maggioranza positiva". Così il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit, Michel Barnier, in vista dell'incontro col ministro britannico per la Brexit Stephen Barclay, rispondendo ad alcune domande ad una conferenza stampa congiunta col premier del Lussemburgo Xavier Bettel. "Mi sono sempre astenuto dal fare commenti sulla politica interna del Regno Unito. Il dibattito politico è molto stimolante, lo rispetto, ne rispetto i tempi. Come avevo detto ai tempi ho trovato la lettera di Corbyn interessante, sul tono e nel contenuto. Ho sentito la stessa Theresa May dire che voleva aprire un dialogo con l'opposizione. Ecco cosa posso dire. Bisogna che qualcosa si muova sul lato britannico", ha aggiunto Barnier rispondendo a chi chiedeva di commentare il no di May alle proposte di Jeremy Corbyn per un piano di compromesso sulla Brexit.

La settimana scorsa è stato deciso di avviare "nuove discussioni per fare tutto il possibile per uscire dall'impasse" sulla Brexit alla Camera dei Comuni, "ma non riapriremo l'accordo" di divorzio, che contiene il backstop, il meccanismo di garanzia sulle frontiere in Irlanda, ha sottolineato il capo negoziatore dell'Ue. "Nell'incontro con Stephen Barclay, stasera, abbiamo l'obiettivo di trovare una soluzione che rispetti le linee guida dell'Ue, e possa far emergere una maggioranza ai Comuni", ha aggiunto Barnier, ricordando, che se Londra aumenterà "il livello di ambizione" per le relazioni future, anche l'Ue è disponibile a fare "immediatamente" altrettanto.

"Mancano 46 giorni alla Brexit. Il tempo che resta è estremamente poco. Il 29 marzo è una data che ha scelto il Regno Unito. La signora May ha scelto questa data al punto che l'ha messa in una legge. Al momento non siamo stati informati di una richiesta di posticipare l'uscita", e la settimana scorsa durante gli incontri la premier britannica ha detto che non è sua intenzione chiederla, ha risposto ancora il capo negoziatore della Ue a chi domandava di una possibile estensione del periodo di permanenza del Regno Unito nella Ue. Se Londra farà questa richiesta, ha aggiunto Barnier, starà ai capi di stato e di governo analizzarla e decidere se concederla, ma vorranno sapere per fare che cosa e per quanto tempo.

"L'accordo" sulla Brexit " è il risultato di 18 mesi di intenso negoziato tra l'Ue e il Regno Unito. E' un compromesso che punta ad assicurare un'uscita ordinata". Così il capo negoziatore della Ue Michel Barnier in un Tweet in cui include un link che rimanda alla "spiegazione dell'intesa", a poche ore dall'incontro col ministro britannico per la Brexit Stephen Barclay, oggi, a Bruxelles.

"L'attuale situazione" sulla Brexit "dimostra la carenza fondamentale di argomenti dei brexiteer. Hanno difficoltà a rispondere alle domande. Per riassumere le loro risposte sono: no, no, e no. Non hanno proposto alcuna alternativa". Così il premier del Lussemburgo Xavier Bettel in una conferenza stampa col capo negoziatore dell'Ue sulla Brexit Michel Barnier. "E sono sempre gli stessi protagonisti della Brexit e del 'no deal' che non hanno nemmeno il coraggio di sottoporsi al referendum". "La Brexit è una scelta dei britannici. Dire che se non c'è un accordo la colpa è dell'Unione europea, significa non conoscere la storia. Non abbiamo mai spinto per una Brexit, non l'abbiamo mai chiesta. La responsabilità è iniziata a Londra, e ancora oggi è a Londra. Basta cercare di far credere che le 27 capitali europee vogliono far fallire un accordo", ha aggiunto Bettel, riferendosi al Paese oltremanica come al "Regno disunito".

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