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Datagate: Strasburgo, intercettazioni Gb violano privacy

Corte dopo caso Snowden, garanzie insufficienti anche per stampa

13 settembre, 16:42
Corte europea dei diritti umani, Strasburgo. Corte europea dei diritti umani, Strasburgo.

STRASBURGO - Il sistema britannico di sorveglianza di massa delle comunicazioni via internet non assicura il pieno rispetto della privacy e non garantisce sufficienti protezioni per il rispetto della confidenzialità dei giornalisti. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani. 

 

Il ricorso a Strasburgo è stato introdotto da ong, giornalisti e attivisti dopo che Edward Snowden ha scoperchiato lo scandalo Nsa rivelando l'esistenza di programmi per la sorveglianza di massa operati dagli Usa a cui i britannici avevano accesso. 

 

Nella sentenza, che diverrà definitiva tra 3 mesi se le parti non fanno ricorso, i giudici di Strasburgo hanno stabilito che il sistema di sorveglianza di massa in vigore in Gran Bretagna prima del 2016 non offre sufficienti garanzie per il rispetto della privacy a causa di un controllo insufficiente sulla selezione dei fornitori di servizi su cui operare le intercettazioni e sulla scelta dei criteri per filtrare le comunicazioni intercettate. 

 

La Corte ha inoltre stabilito che il sistema di sorveglianza "non garantisce sufficienti protezioni per le fonti giornalistiche e la confidenzialità del materiale raccolto dai giornalisti". In particolare la Corte afferma di essere "particolarmente preoccupata" dal fatto che non sono state rese pubbliche le regole che stabiliscono in quali casi il materiale confidenziale dei giornalisti può essere intenzionalmente selezionato per essere esaminato, né quali 'protezioni' della confidenzialità ci siano per il materiale che è stato selezionato, intenzionalmente o meno, per essere esaminato. Nel condannare la Gran Bretagna la Corte precisa tuttavia che i sistemi di sorveglianza di massa non sono di per sé contrari a quanto stabilito a Strasburgo sul rispetto della privacy. Infine la Corte evidenzia di non aver esaminato la nuova legislazione sulla sorveglianza di massa introdotta nel 2016 e non ancora entrata pienamente in vigore. 

 


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