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Npl: anche Ue avvia consultazione su accantonamenti

Su nuovi prestiti, come chiedeva Ecofin

10 novembre, 18:08
Npl: anche Ue avvia consultazione su accantonamenti Npl: anche Ue avvia consultazione su accantonamenti

BRUXELLES - Come richiesto dall'Ecofin a luglio scorso, la Commissione Ue ha lanciato oggi una consultazione pubblica sui livelli minimi di capitale che le banche europee devono accantonare per coprire le perdite attese dei nuovi crediti concessi che potrebbero diventare deteriorati. Bruxelles chiede agli attori coinvolti un parere sull'introduzione di nuovi requisiti "che metterebbero un freno ai nuovi npl assicurando coperture sufficienti", e sollecita input mirati su "come disegnarli al meglio".

 

"Crediti deteriorati non coperti a sufficienza hanno maggiori probabilità di restare nei bilanci delle banche, seminando dubbi sulla loro profittabilità, solvibilità e capacità di credito", scrive la Commissione nella consultazione pubblica che è parte del lavoro sui crediti deteriorati annunciato ad ottobre nella comunicazione sull'Unione bancaria. Era stato l'Ecofin di luglio a chiedere alla Commissione di considerare, nell'ambito della revisione delle direttive sui requisiti di capitale (CRR/CRD IV), misure di sostegno regolamentare prudenziale per rimediare all'insufficienza di accantonamenti sui nuovi crediti deteriorati. Sempre l'Ecofin stabiliva che tali misure avrebbero potuto prendere la forma di deduzioni prudenziali obbligatorie dai fondi propri, dopo una valutazione sulla calibratura più appropriata in linea con gli standard internazionali.

 

In pratica la Commissione prosegue il suo lavoro sulle sofferenze bancarie già avviato mesi fa. E sebbene non voglia entrare a gamba tesa nel dibattito in corso tra Bce, Parlamento Ue e Italia, la sua consultazione lanciata oggi riporta l'iniziativa legislativa nella sua sede naturale, cioè l'esecutivo Ue. Nel frattempo, Bruxelles ha anche avviato una valutazione d'impatto sulle eventuali nuove misure. Assieme all'esito della consultazione, che durerà un mese, finirà in un rapporto che la Commissione presenterà corredato eventualmente da proposte legislative.

 


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