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Migranti, l'Austria chiuderà il Brennero in caso di visti umanitari

Vienna: 'Inaccettabile'. Governatore Tirolo: 'Pronti a controlli'

17 luglio, 20:34
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Dura presa di posizione dell'Austria in risposta all'ipotesi che l'Italia conceda visti umanitari. "E' inaccettabile - ha detto il ministro degli interni austriaco Wolfgang Sobotka durante un sopralluogo al valico - In quel caso introdurremmo subito i controlli al Brennero".  

 

L'ipotesi che l'Italia possa concedere visti umanitari per i migranti "sarebbe assurda perché se le gente potesse passare, sempre più gente arriverebbe e questo non allevierebbe il peso per Italia e Grecia" e comunque l'ipotesi "non è stata discussa oggi" nel Consiglio esteri dove "non è stata fatta alcuna dichiarazione in questo senso". Lo ha detto il ministro austriaco, Sebastian Kurz, specificando: "Se la cosa venisse fatta, proteggeremmo la frontiera del Brennero. Di certo non permetteremmo che la gente possa liberamente andare a nord".

 

"La concessione di visti umanitari dall'Italia a migranti è inaccettabile. In caso di introduzione, introdurremmo subito i controlli al Brennero", ha detto il ministro degli interni austriaco Wolfgang Sobotka durante un sopralluogo al valico italo-austriaco. "I visti umanitari sono una questione europea e di certo non italiana", ha aggiunto il ministro. Secondo Sobotka, il numero di migranti intercettati in Tirolo "attualmente è ancora stabile, ma la pressione aumenta e dobbiamo essere pronti".

 

"Anche se il Brennero è un luogo simbolo, l'Austria è pronta ad introdurre controlli se l'Europa non dovesse rispondere", secondo il governatore tirolese Guenther Platter durante il sopralluogo al Brennero. "Una situazione come quella del 2015 non deve ripetersi. Per questo motivo saranno aumentati i controlli nell'hinterland del passo", ha aggiunto Platter. Sarà aumentato il numero di poliziotti sul versante austriaco del valico. Il ministro Wolfgang Sobotka ha annunciato che la settimana prossima incontrerà a Roma il ministro Marco Minniti.

 

L'Italia deve "fare uso di restrizioni di residenza e alla libera circolazione ed evitare di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo per prevenire movimenti secondari" di migrazione tra i Paesi Ue. E' quanto ha già stabilito il Piano d'azione della Commissione Ue del 4 luglio per aiutare l'Italia con la crisi migratoria, si fa notare a Bruxelles. Questo escluderebbe quindi l'ipotesi dei visti umanitari. Anche altre norme Ue, inclusa la direttiva usata per il Kosovo, rendono l'opzione di difficile attuazione.

 

Il nuovo codice di condotta per le Ong proposto dal governo italiano mette "molte vite a rischio", soprattutto "vite di bambini". Lo sostiene l'Unicef in un comunicato diffuso a New York e Ginevra, spiegando che la "priorità sulla sicurezza rischia di mettere ostacoli ai soccorsi". L'Unicef ha peraltro riconosciuto "gli incredibili sforzi fatti dall'Italia fin dall'inizio della crisi per salvare profughi e migranti e offrire appoggio a quanti hanno raggiunto le sue coste".

 

L'Unicef osserva che il codice di condotta mette la priorità sul 'law enforcement', limitando allo stesso tempo il movimento e le operazioni delle unità navali delle Ong impegnate nel Mediterraneo centrale: "Cambiamenti che potrebbero inavvertitamente ostacolare i soccorsi e provocare la perdita di vite umane", sostiene l'organizzazione mondiale per l'infanzia, il cui vice direttore esecutivo Justin Forsyth ha peraltro riconosciuto "gli incredibili sforzi fatti dall'Italia fin dall'inizio della crisi per salvare profughi e migranti e offrire appoggio a quanti hanno raggiunto le sue coste". L'Italia "dovrebbe essere applaudita per questo", ha detto Forsyth: "Allo stesso tempo gli obiettivi di sicurezza e law enforcement - non importa quanto giustificabili - non devono inavvertitamente impedire di salvare bambini dal rischio di affogare".


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