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Juncker, cinque scenari per il futuro della Ue

"nessun diktat ma Ue non diventi solo commercio"

02 marzo, 12:34
Jean-Claude Juncker Jean-Claude Juncker

BRUXELLES - Cinque gli scenari previsti dal Libro bianco della Commissione Ue, per una riflessione sullo stato dell'Unione post-Brexit entro il 2025. La prima idea, "Avanti così", è nel solco dell'attuale, in continuità con la dichiarazione di Bratislava; il secondo si concentra "Solo" sul "mercato unico"; il terzo "Chi vuole di più fa di più", ovvero un'Ue a più velocità; il quarto prevede "Fare meno in modo più efficace", circoscrivendo il campo d'azione; il quinto punta sull'ipotesi federalista "Fare molto di più insieme".

Il Libro bianco, presentato al Parlamento europeo dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, apre una riflessione su come l'Ue a 27 potrà essere entro il 2025, a seconda delle scelte degli europei. Il documento viene pubblicato oggi, spiega Juncker, affinché costituisca una base per la discussione al vertice di Roma del 25 marzo, un dibattito che resterà aperto anche per tutto il 2017, anno di importanti appuntamenti elettorali in Olanda, Francia, e Germania, veri test per il destino dell'Unione.

Per incoraggiare la riflessione la Commissione Ue ha previsto una serie di dibattiti con i cittadini (Juncker terrà il primo domani in Slovenia) e una serie di documenti di riflessione. Le idee suggerite dal Libro bianco non prevedono comunque percorsi rigidi, ed è molto probabile che il risultato finale sia un mix delle ipotesi immaginate.

Nello scenario uno, "Avanti così", si prevede di proseguire nel solco tracciato fino ad ora: ci si concentra sull'attuazione del programma di riforme, ma si potranno incontrare battute d'arresto nel caso di argomenti che suscitano forti contrasti tra Paesi.

Nella seconda ipotesi, "Solo il mercato unico": l'Ue si rifocalizza progressivamente su questa sola politica perché i 27 non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di argomenti. Un'idea che sarebbe piaciuta probabilmente alla Gran Bretagna se non avesse optato per il divorzio. In questo caso è possibile immaginare che i controlli periodici complicheranno l'attraversamento delle frontiere e sarà più difficile trovare lavoro all'estero.

La terza idea "Chi vuole di più fa di più", è quella dell'Europa a più velocità, dei cerchi concentrici, con un approccio più intergovernamentale, che piace alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente francese Francois Hollande, ma che alcuni Paesi Visegrad ed altri più piccoli osteggiano per il timore di restare indietro. Di fatto in parte già esiste con Schengen e l'Eurozona, ma potrebbe vedere nuove cooperazioni rafforzate tra "coalizioni di volenterosi".

"Fare meno, in modo più efficiente", è il quarto scenario, che mantenendo l'approccio comunitario, circoscrive le aree di intervento concentrando le risorse a disposizione, per raggiungere risultati più efficaci, in tempi più rapidi.

Mentre la quinta ipotesi, "Fare molto di più insieme", rappresenta la spinta federalista (piuttosto improbabile dati i venti populisti che spirano sull'Europa). In questo caso gli Stati condividerebbero in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti.

Le celebrazioni di marzo a Roma "non saranno solo il compleanno (dell'Europa, ndr) ma la nascita della Ue a 27, e per marcare un nuovo passaggio della storia è tempo di rispondere a una vecchia domanda 'Quo vadis Europa?'": lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker al Parlamento europeo presentando il Libro Bianco sul futuro dell'Europa.

Ecco i punti principali dell'intervento di Juncker: 

'Nessun diktat, ma Ue non diventi solo commercio' - "Respingo l'idea che l'Europa si riduca a una zona di libero scambio ma non vi dirò oggi la mia preferenza. La Commissione non prescrive, non detta e non dà istruzioni. Nessun diktat, ma ascolto", afferma il presidente della Commissione europea, aggiungendo: "Non sta alla Commissione operare questa scelta in splendido isolamento".

'Ue non può ridurre disoccupazione' - "Sulla disoccupazione non facciamo altro che incontrarci, proponiamo di ridurla ma questo è fuori dalle possibilità Ue, possiamo stimolare gli investimenti ma ciò non porta alla riduzione sistematica della disoccupazione", ha spiegato Juncker. "Non possiamo fare come se la Ue possa risolvere da sola questo" problema. Juncker ha scelto questo come esempio delle battaglie non alla portata della Ue.

'Oggi non c'è la volontà per modificare i Trattati' -  "Oggi non c'è la volontà collettiva per una modifica dei Trattati". Così il presidente della Commissione Ue Juncker che parla di "dibattito che fuori dai circoli di Bruxelles non interessa a nessuno". "Sono sicuro - dice - che verrà un giorno in cui i trattati dovranno essere adattati a una volontà collettiva che deve ancora nascere"

'No a secondo mandato ma non sono stanco e ho idee' -  "Non mi candiderò per un secondo mandato ma credetemi non sono né stanco né a corto di idee". Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker in plenaria al Parlamento europeo, in quella che sembra una nuova smentita in prima persona circa le voci di sue possibili dimissioni prima del termine del 2019

 

Critico il capogruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento Ue Gianni Pittella che si dice "deluso" dal Libro bianco di Juncker, "perché ha dato 5 opzioni per il futuro dell'Europa senza sottolineare una scelta politica della Commissione".

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Cinque scenari per l'Ue post-Brexit entro il 2025 -  La prima idea, "Avanti così", è nel solco dell'attuale, in continuità con la dichiarazione di Bratislava; il secondo si concentra "solo" sul "mercato unico"; il terzo "Chi vuole di più fa di più", ovvero un'Ue a più velocità; il quarto prevede "Fare meno, in modo più efficace", circoscrivendo il campo d'azione; il quinto punta sull'ipotesi federalista "Fare molto di più insieme". 

Il Libro Bianco apre una riflessione su come l'Ue a 27 potrà essere entro il 2025, a seconda delle scelte degli europei. Il documento viene pubblicato oggi, spiega Juncker, affinché costituisca una base per la discussione al vertice di Roma del 25 marzo, un dibattito che resterà aperto anche per tutto il 2017, anno di importanti appuntamenti elettorali in Olanda, Francia, e Germania, veri test per il destino dell'Unione.

Per incoraggiare la riflessione la Commissione Ue ha previsto una serie di dibattiti con i cittadini (Juncker terrà il primo domani in Slovenia) e una serie di documenti di riflessione. Le idee suggerite dal Libro bianco non prevedono comunque percorsi rigidi, ed è molto probabile che il risultato finale sia un mix delle ipotesi immaginate. Nello scenario uno, "Avanti così", si prevede di proseguire nel solco tracciato fino ad ora: ci si concentra sull'attuazione del programma di riforme, ma si potranno incontrare battute d'arresto nel caso di argomenti che suscitano forti contrasti tra Paesi.

Nella seconda ipotesi, "Solo il mercato unico", l'Ue si rifocalizza progressivamente su questa sola politica perché i 27 non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di argomenti. Un'idea che sarebbe piaciuta probabilmente alla Gran Bretagna se non avesse optato per il divorzio. In questo caso è possibile immaginare che i controlli periodici complicheranno l'attraversamento delle frontiere e sarà più difficile trovare lavoro all'estero.

La terza idea, "Chi vuole di più fa di più", è quella dell'Europa a più velocità, dei cerchi concentrici, con un approccio più intergovernativo, che piace alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente francese Francois Hollande, ma che alcuni Paesi Visegrad ed altri più piccoli osteggiano per il timore di restare indietro. Di fatto in parte già esiste con Schengen e l'Eurozona, ma potrebbe vedere nuove cooperazioni rafforzate tra "coalizioni di volenterosi".

"Fare meno, in modo più efficiente" è il quarto scenario che, mantenendo l'approccio comunitario, circoscrive le aree di intervento concentrando le risorse a disposizione, per raggiungere risultati più efficaci, in tempi più rapidi.

Mentre la quinta ipotesi, "Fare molto di più insieme", rappresenta la spinta federalista (piuttosto improbabile dati i venti populisti che spirano sull'Europa). In questo caso gli Stati condividerebbero in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti.

 


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