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Migranti: Ankara alza la posta e chiede altri 3 miliardi a Ue

Lavori vertice proseguono a oltranza alla ricerca di un accordo

07 marzo, 23:14
Migranti: Ankara alza la posta e chiede altri 3 mld a Ue Migranti: Ankara alza la posta e chiede altri 3 mld a Ue

BRUXELLES - La Turchia alza la posta e al vertice con i leader europei sulla crisi dei migranti arriva con una proposta 'last minute' con cui chiede altri 3 miliardi, ma offre anche di più. Intanto Matteo Renzi, che come altri colleghi, a partire dal britannico David Cameron, ha sollevato la questione della libertà di stampa al pranzo col premier turco Ahmet Davutoglu, ha chiesto un riferimento nelle conclusioni del summit, minacciando altrimenti il veto a tutto l'accordo.

 

Il Paese della Mezzaluna, che già ospita due milioni di profughi, propone all'Ue un sistema di reinsediamenti secondo uno scambio di 'uno a uno', dicendosi disposto a riprendere tutti i migranti che hanno raggiunto illegalmente l'Ue da una certa data in poi (non in modo retroattivo), sia quelli economici che i richiedenti asilo. Ma per ogni profugo siriano riammesso, chiede che i Paesi dell'Unione ne accolgano uno in modo legale dal suo territorio. In contropartita Ankara chiede tre miliardi aggiuntivi (oltre ai tre già previsti) per il 2018, che l'Europa dovrebbe stanziare sulla base di progetti per migliorare le condizioni di vita dei profughi; l'apertura di cinque capitoli per il processo di adesione Ue (gli stessi che aveva messo sul tavolo già a novembre); la liberalizzazione dei visti a giugno, anziché ottobre; e 'aree umanitarie sicure' in Siria. Il vertice straordinario, che all'origine doveva durare una mezza giornata, si trasforma così in una maratona in cui il premier turco Davutoglu presenta le sue proposte durante il pranzo dei 28 leader, per ottenere un feedback a cena.

 

E' un tira e molla. La cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier olandese Mark Rutte premono per arrivare ad un'intesa subito. Ma c'è maretta sulla validità giuridica delle riammissioni prospettate. Alexis Tsipras dice di avere già un accordo in questo senso, altri però dubitano che sia giuridicamente sostenibile. Molti Paesi, soprattutto quelli dell'Est ed i Baltici, chiedono di rinviare tutto al vertice della settimana prossima (17 e 18 marzo) perché la proposta non è stata negoziata. Per il segretario di Stato polacco per gli Affari europei Konrad Szymanski non c'è però un atteggiamento di chiusura. Il premier ungherese Viktor Orban insiste col suo no ai reinsediamenti. Forti perplessità anche da parte del cipriota Nikos Anastasiadis: il suo Paese blocca alcuni dei capitoli per l'adesione all'Ue che Ankara vorrebbe vedere riaperti.

 

"E' il secondo vertice in tre mesi. Questo dimostra quanto la Turchia sia indispensabile per l'Ue" e viceversa, afferma Davutoglu già al suo arrivo, sottolineando: "La Turchia è pronta ad essere un membro dell'Ue". Nelle stesse ore il presidente Recep Tayyip Erdogan tuona: "Abbiamo salvato quasi 100mila rifugiati nel Mediterraneo" orientale ma l'Europa "deve ancora darci i 3 miliardi di euro promessi quattro mesi fa" (per il biennio 2016-2017). Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk è infuriato. Si sente scavalcato perché dopo la sua trasferta ad Ankara della settimana scorsa per chiudere un accordo, la proposta turca sul tavolo è il frutto di una discussione durata cinque ore - fino alle 2,45 della notte tra domenica e lunedì - tra Davutoglu, Merkel e Rutte.

 

Selmayr, svolta durante notte è possibile - "Buoni progressi nei difficili negoziati per risolvere la crisi dei profughi. Una svolta durante la notte è possibile", così Martin Selmayr, capo di gabinetto di Jean-Claude Juncker su Twitter.

 

 

 

Veto Orban su reinsediamenti da Turchia - Il premier ungherese Viktor Orban pone il veto sulla nuova proposta avanzata dalla Turchia, in particolare sulla parte che riguarda i reinsediamenti dei profughi. Lo afferma il portavoce del governo di Budapest Zoltan Kovacs su Twitter.

 

Lavori vertice Ue sospesi, bilaterali in corso - Consultazioni e bilaterali in corso mentre i lavori del vertice straordinario Ue sulla crisi dei migranti sono ancora sospesi. Il negoziato, secondo quanto si è appreso, incontra difficoltà, ma la cancelliera tedesca Angela Merkel è determinata ad andare avanti ad oltranza nella ricerca di un compromesso. In particolare, l'Alto Rappresentante Federica Mogherini, a quanto si apprende, ha avuto diverse riunioni bilaterali con i leader di Cipro, Germania, Francia, Regno Unito sulla questione di Cipro e le sue perplessità sull'apertura dei capitoli negoziali per l'adesione della Turchia all'Ue.

 


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