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Olio: Commissione Ue, no impatto negativo extra export Tunisia

Italia già primo importatore tra i 28 per consumi interni-export

09 febbraio, 20:16
Olio: Commissione Ue, no impatto negativo extra export Tunisia Olio: Commissione Ue, no impatto negativo extra export Tunisia

BRUXELLES - "L'aumento temporaneo e limitato di una quota extra di forniture di olio d'oliva da parte della Tunisia risponde all'impegno dell'Ue di sostenere l'economia del Paese" in grave crisi dopo gli attacchi terroristici e "questo aumento non sarà significativo e non avrà un impatto negativo sui produttori europei". Così Daniel Rosario, portavoce per agricoltura e commercio della Commissione europea, risponde all'ANSA, in merito alla proposta Ue di import extra a dazio zero dalla Tunisia di 35mila tonnellate l'anno per il 2016 e il 2017.

 

La Commissione europea ricorda come l'Europa sia già costretta a comprare olio d'oliva dai Paesi terzi e che l'Italia nello specifico sia il più grande importatore dell'Ue di olio d'oliva, principalmente dagli altri Stati membri, ma anche da Paesi extra Ue, per soddisfare la sua domanda interna e il suo export. 

 

Le stime ufficiali del raccolto europeo, secondo l'esecutivo Ue, confermano "la necessità di importare", con "una produzione di 2 milioni e 50mila tonnellate di olive, cioè 500mila tonnellate in più dell'anno precedente, ma il terzo raccolto più basso degli ultimi sette anni" riferisce Rosario. Di conseguenza questa quantità "non consentirà agli stock Ue di recuperare, rimanendo ben al di sotto la media storica".

 

Inoltre "secondo dati provvisori, l'import di olio d'oliva a gennaio è stato inferiore a quello dello scorso anno e costituisce una proporzione molto bassa rispetto alle disponibilità dell'Ue" prosegue Rosario, secondo cui la proporzione dell'import di olio d'oliva tunisino in particolare "rappresenta meno del 4% di quello consumato dall'Ue". L'Italia nello specifico "è un mercato in deficit e ha bisogno di importare per coprire i bisogni del suo mercato interno e del suo export", spiega il portavoce della Commissione europea, ricordando che la penisola ha prodotto 461.200 tonnellate nel 2013/2014 ma solo 222.000 tonnellate nel 2014/2015.

 

Il nostro Paese "è il maggiore importatore Ue di olio d'oliva - afferma Rosario - e circa il 10% arriva da Paesi terzi (il resto dagli Stati membri dell'Ue), per fare fronte al suo consumo nazionale (620mila tonnellate nel 2013/2014 e 553.400 tonnellate nel 2014/2015) e al suo export". "Considerando che nel 2014/2015 il consumo di olio d'oliva in Italia si stima di 553.400 tonnellate, l'import da Paesi terzi (61.400 tonnellate), rappresenta circa l'11% del consumo totale dell'Italia", conclude il portavoce della Commissione Ue.

 

In sostanza, il contingente di olio d'oliva tunisino extra di 35mila tonnellate l'anno per 2016 e per il 2017, al vaglio della plenaria del Parlamento europeo il prossimo 25 febbraio, sarebbe comunque assorbito dall'industria italiana ed europea. Fra l'altro, un rischio da considerare per gli europei, se non facilitassero l'import dei tunisini, sarebbe che questi si rivolgerebbero ad altri mercati terzi, finendo poi in competizione diretta con il nostro export.

 


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