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Italcementi: M5S, senza rispetto norme Ue no autorizzazione

Interrogazione a Commissione su Isola delle Femmine (PA)

29 ottobre, 20:52
Italcementi: M5S, senza rispetto norme Ue no autorizzazione Italcementi: M5S, senza rispetto norme Ue no autorizzazione

BRUXELLES - Lo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, deve rispettare pienamente le norme Ue per ottenere il rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia). E' quanto affermano tre esponenti del Movimento 5 Stelle dopo aver ricevuto la risposta del commissario all'Ambiente, Janez Potocnik, in riferimento a un'interrogazione sullo stabilimento siciliano. ''La questione Italcementi da noi sollevata con coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali inizia a delinearsi palesemente: l'Europa ha ribadito che senza il rispetto delle regole, non ci sarà alcun rinnovo delle autorizzazioni'', hanno sottolineato Claudia Mannino, membro della commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, Ignazio Corrao, delegazione del M5S al Parlamento Ue, e Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente all'Assemblea regionale siciliana.


''Riteniamo estremamente grave che a distanza di sei anni le prescrizioni previste dall'autorizzazione integrata ambientale che regola e consente l'attività dell'Italcementi non siano integralmente rispettate'', hanno detto i tre esponenti del M5S, facendo riferimento in particolare ''alla mancata installazione delle due centraline di monitoraggio della qualità dell'aria a Capaci e Isola delle Femmine''. Nella risposta all'interrogazione, Potocnik spiega che, nel contesto della procedura di rinnovo dell'autorizzazione, ''l'autorità competente ha la possibilità di verificare la conformità del gestore alla legislazione Ue e, in caso di non conformità, può rifiutare il rinnovo della suddetta autorizzazione''. Secondo Mannino, Corrao e Trizzino, ''l'aggiramento della normativa andrebbe a danneggiare sia i lavoratori dell'azienda, che si vedrebbero negato il diritto al lavoro, sia i cittadini, che non vedrebbero rispettato il fondamentale diritto alla salute''.



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