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Ue: non trasparenti offerte online credito consumo

Irregolari 80% siti web italiani controllati

10 gennaio, 17:36
(ANSA) - BRUXELLES, 10 GEN - Le offerte online di credito al consumo da parte degli istituti finanziari europei non sono ancora sufficientemente trasparenti: in oltre il 40% dei casi le informazioni ''fondamentali'' previste dalle direttive comunitarie vengono addirittura omesse e in Italia l'80% dei siti controllati sono risultati ''irregolari''. E' il quadro che emerge dal rapporto annuale della Commissione Ue sui siti web di credito al consumo, che riflette - come ammette lo stesso esecutivo Ue - un mercato ''dalle prestazioni inadeguate verso i consumatori''.

Nel complesso, secondo i dati raccolti dalle autorita' di 29 paesi (i 27 piu' Norvegia e Islanda), ben il 70% dei siti controllati (393 su 562) richiederanno ''ulteriori indagini per presunte violazioni delle regole europee sulla protezione dei consumatori''.

Per l'Italia i dati parlano chiaro: su 15 siti web controllati, 12 sono stati definiti ''irregolari''. Tra gli altri stati membri con un'elevata incidenza di siti irregolari ci sono la Spagna, Cipro, Malta - dove tutti i siti controllati sono stati bocciati - la Finlandia (l'80%) e il Belgio (il 95% dei siti controllati). Tra i paesi piu' 'virtuosi' ci sono invece la Bulgaria, l'Islanda, la Slovenia - dove tutti i siti controllati hanno passato il test - la Francia (il 22%) e il Portogallo (il 35%).

''Quando si vuole un credito, a volte puo' capitare che alla fine esso costi piu' di quanto inizialmente preventivato, per imprecisione o mancanza di informazioni importanti'', ha commentato il commissario Ue per i consumatori, John Dalli.

Queste le problematiche principali individuate nei siti ispezionati. 1) La ''carenza'' di informazioni nella pubblicita' del credito: in 258 siti (46% di quelli controllati) la pubblicita' non contiene tutte le informazioni richieste dalla direttiva sul credito al consumo, come il tasso annuo effettivo globale, che e' ''essenziale per confrontare le offerte''. 2) L'omissione di informazioni ''fondamentali'' sull'offerta: 244 (43%) siti ''non davano informazioni chiare su tutti i vari elementi del costo totale'' del credito, come il tipo di tasso d'interesse, la durata del contratto di credito e alcuni costi connessi. 3) La presentazione ''fuorviante'' dei costi: nel 20% dei casi, essi erano ''esposti in modo falso o ingannevole'', si legge nel rapporto, che cita come esempi la modalita' di calcolo del prezzo e la mancanza di informazioni sull'obbligo di un'assicurazione aggiuntiva.

''Adesso comincia la fase dell'imposizione delle direttive da parte delle varie autorita' nazionali - ha concluso Dalli -. Questi istituti dovranno correggere o chiarire le informazioni fornite sui propri siti''.(ANSA).


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