di Redazione ANSA
Grazie a un progetto europeo sono ridotti i rischi di incidenti navali

Italia e Francia insieme per rendere il mare più sicuro

Nel 2018 i fondi europei hanno finanziato il progetto 'Sicomar Plus' per aumentare la sicurezza della navigazione nel Mar Tirreno settentrionale

Aumentare la sicurezza della navigazione e ridurre di conseguenza i rischi di incidenti navali nel cosiddetto ‘Santuario dei cetacei’, l’area marina protetta che si estende nel Mar Tirreno settentrionale tra la costa francese, quella italiana e la Corsica: è questa l’idea di fondo del progetto europeo ‘Sicomar Plus’. 

 

Il sostegno dei fondi europei

Il sostegno dei fondi europei

Sicomar Plus è un progetto che rientra all’interno del programma europeo di cooperazione marittima transfrontaliera fra Italia e Francia (Interreg marittimo Italia-Francia). L’iniziativa ha preso il via nel giugno 2018 (la conclusione è prevista per il 31 maggio 2021), e può contare su un budget complessivo di oltre 6,5 milioni di euro (6.688.230,14 per la precisione), finanziato per l’85% attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (5,7 milioni circa) e il restante 15% con risorse nazionali. Capofila nel progetto è la Regione Toscana, in partenariato con altri 15 soggetti tra Toscana, Sardegna, Liguria, Corsica e Paca (Provenza, Alpi e Costa Azzurra) appartenenti al mondo scientifico e accademico, che hanno messo in campo competenze ed esperienze specifiche sul tema. L’obiettivo è quello di contribuire a ridurre i rischi legati agli incidenti nella navigazione e le loro conseguenze sulla vita umana, i beni e l’ambiente, attraverso la realizzazione di un sistema coordinato di strumenti di governance, metodi innovativi di sorveglianza altamente tecnologici e nuovi servizi di sicurezza in mare.


La Capitaneria di porto di Livorno in cabina di comando

Il comandate ammiraglio Giuseppe Tarzia

Tra i partner di Sicomar Plus c’è anche il Comando generale delle Capitanerie di porto che, attraverso la Direzione marittima della Toscana di Livorno, svolgerà un ruolo attivo nell’ambito del progetto. "Sicomar Plus - spiega il comandate, ammiraglio Giuseppe Tarzia - è un progetto molto importante perché contribuisce sostanzialmente al miglioramento delle condizioni di sicurezza della navigazione e di tutela dell’ambiente marino in una zona di mare di grandissimo rilievo sia per l’intensità dei traffici che per la tutela dell’ambiente marino, dato che siamo all’interno del Santuario Pelagos. Vorrei ricordare l’ultima emergenza che abbiamo avuto al largo di Capo Corso, con la collisione tra una nave portacontainer e un traghetto. Questo fa comprendere come, attraverso un sistema di monitoraggio, la necessità di aumentare la possibilità di controllare una zona di mare sempre più ampia - possibilmente la quasi totalità dell’area di mare che si estende in quest’area transfrontaliera - riduca sostanzialmente il rischio di incidente e abbia ripercussioni rilevanti sotto il profilo della tutela ambientale".


Dall’incidente della Costa Concordia a oggi, l’aumento dei traffici richiede più sicurezza

L’area marina che interessa il progetto corrisponde dunque al Santuario Pelagos, la principale area protetta del Mediterraneo, caratterizzata da un importante patrimonio naturale e sottoposta oggi a forti pressioni antropiche, con la presenza di grandi realtà portuali e di conseguenza grandi traffici marittimi che purtroppo hanno fatto registrare negli anni alcuni incidenti rilevanti: a partire dal naufragio all’isola del Giglio della Costa Concordia, nel gennaio del 2012, passando per l’incidente dell’Eurocargo Venezia, che in navigazione al largo di Gorgona perse in mare 198 fusti tossici (recuperati poi quasi interamente a spese dell’armatore), e più recentemente, nell’ottobre del 2018, dalla collisione al largo di Capo Corso tra la motonave Ulisse e la nave portacontainer Cls Virginia, che ha provocato un vasto sversamento in mare di carburante.

Con Sicomar plus, al centro c'è la sfida comune della sicurezza della navigazione e della qualità dell’ambiente marino dell’area, che è fortemente minacciato specie negli ultimi anni dall'aumento del traffico merci, soprattutto di quelle pericolose, e di passeggeri che attraversano il Mediterraneo settentrionale per lavoro e per turismo nautico o crocieristico.

"Noi vogliamo mettere sotto osservazione questo mare - ha sottolineato il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi - e monitorarlo attraverso un sistema radar. Avvertire, poter prevenire e quindi fare in modo che questo mare sia davvero ambientalmente tutelato, per le popolazioni che ci vivono, ma anche per la flora e per la fauna del nostro mare così bello. E per questo abbiamo utilizzato dei fondi europei".


Principali realizzazioni del progetto

Principali realizzazioni del progetto

Insieme a un piano di azione per la sicurezza della navigazione tra le regioni dello spazio transfrontaliero (per rendere cioè più sicuro l’attraversamento di aree marittime pericolose), grazie a Sicomar Plus si aumenterà la superficie di mare controllata da strumenti di monitoraggio (in particolare radar e satellitari). Per questo si è pensato infatti a un sistema integrato delle reti ad alta tecnologia per il monitoraggio marino ai fini della sicurezza: il sistema radar in Toscana. Prevede l’installazione di due nuove antenne radar “HF", una a sud dell’Isola d’Elba e una a Castiglione della Pescaia (Grosseto) in modo da coprire un’ampia area marina nel Nord Tirreno compresa tra le isole del Giglio, Montecristo, Elba e la costa toscana. Un’area, questa, che non era stata ancora coperta nelle precedenti fasi di installazione dei radar HF.

Una prima fase si è completata con il progetto 'Sicomar' (programmazione 2007-2013, terminata nel 2015), antesignano dell’attuale Sicomar Plus, e una seconda fase ha preso avvio con il progetto ‘Impact’ (concluso nel 2018). Con il nuovo sistema sarà possibile completare un disegno avviato nel 2012 in seguito agli incidenti avvenuti nel Mare di Toscana. Anche in questo caso si prevede l’acquisto di radar di ampio range (70-90 km) e di risoluzione di 1-2 km. I radar al momento installati, in Toscana, si trovano a San Vincenzo (visibile anche dal porto) e a Livorno (antenna visibile all’Accademia Navale). Con Impact2, invece, ne è stato installato uno in Liguria, con effetti che si spiegano anche sul territorio toscano.

Come detto, Sicomar Plus prevede poi nuove installazioni in Toscana, a Talamone e a Castiglione della Pescaia. Nelle altre regioni è prevista infine la realizzazione della copertura dell’area di mare transfrontaliera tra Sardegna e Corsica grazie all’acquisto di due antenne radar HF che saranno installate lungo la Costa Nord della Sardegna, e tra Liguria e Paca attraverso una nuova antenna radar HF che sarà installata nel Ponente ligure, e si interfaccerà con l’antenna di Nizza.

Oltre all’ "hardware" delle nuove installazioni radar, il progetto implementa anche sistemi integrati di previsione meteomarina per ridurre l’incertezza, come il sistema di previsione in tempo reale dello stato del mare e quello di supporto alla gestione delle emergenze. In ultimo, con Sicomar Plus è previsto il disegno, l'implementazione e la messa a sistema di ulteriori servizi per la sicurezza della navigazione: un sistema di condivisione delle informazioni e per la sicurezza delle rotte, sistemi per l’attraversamento di aree pericolose, per l’accesso in sicurezza ai porti e per la risposta alle emergenze.