Nelle Marche nasce la Fondazione per intercettare fondi Ue

'Cluster' per favorire innovazione e crescita, anche grazie a risorse Unione

Redazione ANSA

ANCONA - Presentata oggi in un incontro stampa ad Ancona la neonata Fondazione Cluster Marche, che raccoglie in un unico soggetto giuridico, operativo e gestionale 150 associati, tra imprese private e soggetti pubblici, allo scopo di favorire l'innovazione e incrementare la produttività e la crescita del territorio, intercettando anche fondi europei.

"Un ulteriore passo avanti - ha commentato l'assessore regionale alle Attività produttive Manuela Bora - per verificare da parte della Regione quali siano le reali necessità delle imprese per crescere, e metterle in contatto con le università e i centri di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie e percorsi produttivi. Un'opportunità particolarmente importante per le piccole e piccolissime aziende, che potranno anche usufruire di una struttura competente ed efficiente per accedere ai bandi di finanziamento europei con particolare attenzione a quelli riguardanti il sisma".

Presieduta da Rosaria Ercoli, la Fondazione annovera nel consiglio di amministrazione anche esponenti delle quattro Università delle Marche, i centri di ricerca e le associazioni di categoria, e nasce dall'unione di quattro cluster delineati dalla Regione Marche in base alla cosiddetta Strategia di Specializzazione Intelligente indicata dall'Ue, che prevede una serie di azioni volte a incrementare l'innovazione del sistema produttivo. Si tratta del cluster Marche Manifacturing (robotica, meccatronica ed efficienza energetica), e-Living (domotica, salute e benessere e prodotti per migliorare la qualità degli ambienti di vita), Agrifood Marche (settore agro-alimentare con particolare riguardo alla qualità e certificazione dei prodotti) e In Marche (calzature e legno-arredo Made in Italy). Ai loro soci si deve già l'organizzazione di 110 eventi e 12 progetti europei, ma la posta in gioco - ha comunicato la dirigente regionale Patrizia Sopranzi - è molto più alta.

Si stima infatti che le risorse pubbliche che verranno destinate alle priorità individuate ammontino a 510 milioni di euro, provenienti da fondi Por Fesr, Fse e Fears, ma anche da risorse nazionali (Fondo crescita sostenibile), o da programmi a gestione diretta della Commissione Europea (Horizon 2020, Cosme). "Un esempio lampante - ha concluso Bora - di come sia falsa e priva di onestà intellettuale la critica di coloro che sostengono cha la Regione Marche non abbia una politica industriale".

 

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