Pd: Benifei, da Renzi una scelta incomprensibile

Improbabili scissioni a Strasburgo, Non me le auguro

Redazione ANSA

STRASBURGO - "Un atto incomprensibile e oggettivamente poco utile". Brando Benifei, capodelegazione Pd al Parlamento europeo commenta così l'addio di Matteo Renzi al Partito democratico. "Ho letto l'intervista in cui motiva la sua scelta, non ho capito le sue motivazioni - aggiunge - rispetto una scelta che mi rimane incomprensibile, sbagliata, rimarrà una persona con cui lavoreremo insieme". Su possibili scissioni a Strasburgo Benifei aggiunge: "ogni deputato è libero di fare le sue scelte, io non me lo auguro e lo ritengo improbabile". 

"Come ha detto il segretario del Pd mi ritrovo nelle sue laconiche dichiarazioni di questa mattina: noi abbiamo da pensare, e penso non solo al fronte europeo ma anche italiano, ad investimenti, la giustizia sociale, l'ambiente, l'esame dei commissari da portare avanti", aggiunge Benifei. "Non ho intenzione di dilungarmi nel tempo a discutere di questa scelta, che per me è un errore - precisa - la politica va avanti e credo che andrà avanti anche in maniera autonoma rispetto a questa scelta, che rischia di fare danno alla stabilità del governo". E su questo tema Benifei precisa: "mi voglio su questo affidare a quanto detto da Renzi, cioè che non avrà ripercussioni e quindi spero che si possa evitare un danno ad un governo che è appena iniziato e non ha bisogno di fibrillazioni, ma di lavorare per gli italiani". 

Trapelano sconcerto e dispiacere, confusione ma anche stupore per la tempistica dello strappo di Matteo Renzi, nella delegazione del Pd al Parlamento europeo, dove ora si apre "una riflessione". "Per me è una sofferenza, anche personale ma per ora non voglio dire di più", taglia corto Bonafè, considerata storicamente una delle più vicine all'ex premier nella pattuglia dem, insieme a Pina Picierno, Alessandra Moretti e soprattutto Nicola Danti, ripescato quest'ultimo al Pe dopo la nomina di Roberto Gualtieri a ministro dell'Economia. "Oggi ci siamo confrontate con Bonafè e Picierno - afferma invece Moretti, intercettata nei corridoi di Strasburgo dove è in corso la plenaria -, ci sarà una riflessione ma in questo momento prevale il dispiacere".

 

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