Riso e grano per pasta, obbligo di etichetta di origine

Ministri Martina e Calenda firmano i decreti anticipando la Ue

Redazione ANSA

ROMA - Dopo il latte e i formaggi, arriva l'etichetta di origine obbligatoria anche per il grano con cui viene fatta la pasta e per il riso. Una mossa con cui l'Italia gioca d'anticipo sull'Unione europea, che sta attendendo dal 2011 la piena applicazione al Regolamento Ue che disciplina le informazioni sugli alimenti per i consumatori. A dare il libera alle nuove etichette in via sperimentale per due anni sono due decreti interministeriali firmati giovedì 20 luglio dai ministri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico, Maurizio Martina e Carlo Calenda, nel solco della normativa già in vigore dal 18 aprile scorso per il settore caseario.

''L'iniziativa vuole essere da sprono per Bruxelles - ha detto Martina - tanto più ci apriamo ad accordi commerciali con il mondo, tanto più servono informazioni rigorose a tutela dei consumatori; la bussola rimane quella di garantire al consumatore la massima informazione possibile''. Sulla stessa linea Calenda, secondo il quale ''in un continente con le regole più 'alte' del mondo è inaccettabile che non si conosca il
percorso di filiera di pasta e riso; l'Ue ha dimostrato una lentezza inaccettabile a fronte del quale abbiamo deciso di andare avanti e di sfidare, in termini costruttivi, l'Europa''.

Entro 180 giorni le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta il Paese di coltivazione del grano e quello dove è stato macinato, mentre quelle del riso riportare il Paese di coltivazione, di lavorazione e di confezionamento. Indicazioni che dovranno, inoltre, essere apposte in etichetta in un punto evidente in modo da essere facilmente riconoscibili e leggibili.  

Plaude all'iniziativa il mondo agricolo, ma non quello dell'industria. Per Coldiretti, da sempre paladina dell'obbligo dell'origine in etichetta, ''è un passo determinante verso la trasparenza dell'informazione ai consumatori, dove però ancora 1/3 della spesa resta anonima''. Per Confagricoltura ''è un chiaro segnale di sostegno alle produzioni agroalimentari che si distinguono per qualità e sicurezza e che devono puntare sempre più sull'internazionalizzazione''. Per i deputati del Pd Colomba Mongiello e Dario Ginefra, ''è una giusta risposta alla crisi del prezzo dei cereali italiani, depresso dal continuo afflusso di prodotti esteri anche di qualità inferiore''. Per Aidepi, l'associazione che raduna l'industria dolciaria e della pasta, questa etichetta ''invece di aiutare il consumatore a fare scelte consapevoli, finisce per confonderlo, perchè l'origine da sola non è sinonimo di qualità''.

 

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