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L'allargamento dell'Unione europea

  • ALLARGAMENTO

    ALLARGAMENTO

    Il primo maggio 2004 sono entrati a fare parte dell’Ue altri dieci paesi che hanno portato a 25 i membri dell’Unione: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Lettonia, Slovenia, Slovacchia, Malta e Cipro. Si tratta di stati che poco più di un decennio fa facevano parte del Patto di Varsavia o erano repubbliche dell' ex Unione Sovietica. Questo dato da solo rappresenta bene l' importanza di questo rivoluzionario cambiamento dell' Ue, che e’ stato interpretato come la fine definitiva della guerra fredda. Si tratta del quinto allargamento dal 1957, quando nacque quella che allora si chiamava Comunità economica europea. Ai sei Paesi fondatori si unirono successivamente Regno Unito, Danimarca e Irlanda (1973), Grecia (1981), Spagna e Portogallo (1986), Austria, Svezia e Finlandia (1995).


    I numeri dell’Europa a 25

    L'Europa a Quindici, nata nel 1995, si estendeva per 3.246.000 kmq e nel 2004 ha raaggiunto una superficie di oltre 734.000 kmq passando ad un' Europa a Venticinque di oltre 4.080.000 kmq. I suoi abitanti, attualmente oltre 365 milioni, si sommeranno ai circa 75 milioni dei dieci nuovi paesi diventando cosi' una comunita' di oltre 440 milioni di abitanti. La densita', che era di circa 112,4 abitanti per kmq, si ridurra' a 107,8. Un gigante che pero' al suo interno vedra' aumentare le disparita', prima fra tutte quelle economiche, in particolare nei confronti dei paesi che provengono dall'Europa dell'est. Secondo dati della Commissione europea la ricchezza totale dei nuovi arrivi rappresenta solo il 4,6% di quella complessiva dell'Unione. Il prodotto interno lordo pro capite nei dieci paesi che aderiranno all'Ue dal primo maggio non raggiunge in media il 50% di quello dei quindici, secondo uno studio di Eurostat. Con l'arrivo di dieci nuovi Stati avremo anche un' Europa piu' agricola poiche' raddoppia l'occupazione nel settore (+110%) e la superficie coltivata aumenta del 45% nonostante un aumento di appena il 5% del valore aggiunto agricolo. L' inflazione media del 2003 e' stata del 2% nell' Ue a 15 e del 2,1% nei paesi entranti, ma le previsioni per il 2004 sono dell' 1,8% nei Quindici e del 3,8% nei paesi entranti. Diversi anche i dati dell' occupazione: il tasso medio di disoccupazione dei paesi entranti e' di oltre il 14%, mentre negli attuali Quindici e' fermo a poco piu' dell'8%. Infine nelle prime votazioni dell'Europa a 25 paesi gli elettori che avranno diritto a partecipare alla consultazione del prossimo giugno sono circa 338 milioni, mentre erano circa 298 milioni nella precedente consultazione del giugno 1999.



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  • Cinquecento milioni di cittadini

    Con l’Unione europea dei 25 Paesi l’Ue costituirà il più esteso blocco commerciale del mondo ed il suo mercato unico conterà 500 milioni di cittadini, con un Pil totale che aumenterà del 6%. Si moltiplicheranno le prospettive di crescita economica nei nuovi stati membri e anche negli altri si apriranno nuovi sbocchi economici. Per l’Italia l’allargamento ripristinerà verso quelle aree geografiche quelle condizioni favorevoli per la nostra industria che erano state congelate con la guerra fredda.

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  • Pari dignità ai new entry

    Al di là del grande significato politico e del passaggio storico che l' allargamento riveste, non mancano alcuni problemi di crescita in un' Europa che passa da 15 a 25 membri. Da un lato la necessità di riforme istituzionali e di adeguamento di strutture pensate per un' Europa composta da soli sei membri. Il lavoro portato avanti dalla Convenzione ha il suo sbocco naturale nella Conferenza Intergovernativa (Cig) e nella firma dei futuri trattati costituzionali. Dall' altro lato c'è un problema di fondi e risorse, le cui percentuali dovranno essere necessariamente riviste. Per quanto riguarda il delicato settore dell' agricoltura, il finanziamento diretto degli agricoltori dei Paesi entranti verrà dilazionato in dieci anni. Questi avranno comunque accesso immediato alla Politica agricola comune (Pac). Di fondamentale importanza è anche l' adeguamento delle norme igieniche e fito-sanitarie nel settore agricolo-alimentare. Il nuovo mercato comune presenterà inizialmente squilibri, colmabili comunque con i finanziamenti comunitari.

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