Pasqua, Zuppi: 'Non spettatori ma uomini di fiducia'

Durante veglia cita donna vissuta 38 anni in stato vegetativo

"Non siamo spettatori ma dobbiamo essere uomini di fiducia, che credono alla luce anche quando c'è il buio". È un passaggio dell'omelia di monsignor Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, nella veglia pasquale in cattedrale durante la qualche ha ricordato l'esempio di Romano Magrini, padre di Cristina, donna bolognese morta qualche settimana fa dopo aver vissuto per 38 anni in stato di minima coscienza per le lesioni riportate dopo un incidente.

"Non c'è felicità vera nascondendo o evitando la croce, fosse in maniera elegante o furba. Romano Magrini ha accompagnato con amore di padre sua figlia Cristina per trentotto anni", e diceva "'Ogni relazione ha bisogno di uno scambio e Cristina suscitava il massimo dando il minimo'. Noi siamo figli e figlie di un Dio che ha accettato questo scambio, che non ha donato il massimo perché la nostra vita non si perda, come un Padre vero che si pensa per i figli e non viceversa. La resurrezione è affidata a noi".

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