Vittime degli stupri: 'paura senza fine'

Ragazza polacca, 'incubi e panico'. Lui, 'temo mare e stranieri'

(ANSA) - BOLOGNA, 8 FEB - Una paura senza fine. E' questo il senso di una lettera che i due polacchi, vittime degli stupratori di Rimini, hanno inviato al tribunale dei minori. "Mi capita di avere incubi notturni e attacchi di panico. Non so se passerà mai la paura e il senso di vergogna che mi accompagnano", dice la ragazza. "Ho paura del buio, della spiaggia, del mare, della gente che parla una lingua straniera", scrive il fidanzato. Lo riferisce l'avvocato Maurizio Ghinelli, che li assiste e ha depositato i testi.
    I due ricostruiscono i danni fisici e psichici subiti dalle violenze. "Ho problemi di concentrazione, insonnia e difficoltà nello studio", spiega la ragazza, che per le lesioni subite rischia il distacco di una retina e ha altri disagi molto seri. "Gli eventi mi tornano in mente quotidianamente", prosegue lui. "Prima dell'accaduto mi ritenevo una persona tollerante, ora sono diffidente e timoroso. Ho perso l'autostima e mi capitano pensieri con intenzione suicida", ha aggiunto.
   

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