Sclerosi: angioplastica divide ancora

Ospedale Ferrara, senza effetto. Fondazione,riduce nuove placche

(ANSA) - FERRARA, 18 NOV - Concluso lo studio Brave Dreams sul trattamento della Ccsvi (Insufficienza venosa cronica cerebrospinale) nella Sclerosi multipla, compiuto in sei centri italiani su 207 pazienti, l'intervento di angioplastica venosa continua a dividere. "Non ha alcun effetto sulla disabilità rispetto ad un intervento simulato", afferma l'azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara che ha promosso e diffuso lo studio, ora pubblicato dalla rivista statunitense Jama Neurology e presentato dal primo autore, il prof.Paolo Zamboni dell'Università di Ferrara, al Veith Symposium di New York.
    Secondo l'ospedale di Ferrara, inoltre, "non sono state osservate differenze fra i due gruppi a confronto nell'accumulo di nuove lesioni combinate visualizzate alla risonanza magnetica a distanza di 12 mesi dal trattamento". Di diverso avviso la Fondazione 'Il Bene' considerata vicina a Zamboni, che sottolinea "l'altissima correlazione" tra Ccsvi e Sclerosi, e soprattutto la "riduzione netta" di "nuove placche" a "sei mesi dall'intervento".
   

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