E-R, caso Castelfrigo non tollerabile

Caso inaccettabile, Regione continuerà a agire su più piani

   (ANSA) - BOLOGNA, 5 NOV - Quella della Castelfrigo di Castelnuovo Rangone, nel Modenese è "una situazione che non può essere tollerata. Per l'Emilia-Romagna quanto sta succedendo ai lavoratori delle due cooperative che operano in appalto per l'impresa e ora rischiano il licenziamento, è inaccettabile". E' quanto sostiene, l'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi. Quanto sta succedendo "nel comparto delle carni - osserva - non può assolutamente essere accettato per i gravissimi riflessi che la vicenda ha sul fronte dei diritti dei lavoratori, ma anche per le industrie del settore e per l'economia di questa area". Quindi, aggiunge, "continueremo ad agire su più piani: portando avanti il lavoro sulla legalità perché tutte le azioni illecite ed illegali devono essere perseguite; chiedendo al Ministero dello Sviluppo economico di svolgere il ruolo di vigilanza che gli è assegnato e come Regione, assieme a Provincia e Comune, stiamo già procedendo per la richiesta formale su questo caso specifico, ma non solo".

   A giudizio di Costi, "nello stesso tempo il ministero del Lavoro deve farsi parte attiva con gli ispettorati del lavoro per verificare la fondatezza delle denunce e procedere con sollecitudine nel fare applicare le leggi in vigore". Poi aggiunge, occorre che il Parlamento approvi con urgenza il progetto di legge di iniziativa popolare, volto a prevenire le cooperative "spurie". Quanto a un tavolo regionale per la salvaguardia dell'occupazione nella vertenza Castelfrigo, "lo convocheremo già nei prossimi giorni con tutte le parti in causa. Come Regione, con il Comune e la Provincia - conclude Costi- valuteremo assieme alle parti tutte le azioni utili e necessarie da intraprendere per porre fine a una situazione, lo ribadisco, inaccettabile".

   E sulla vicenda alla luce della scelta delle due imprese coinvolte, nel settore carni, nell'appalto della Castelfrigo "che hanno annunciato la cessazione dell'attività, compromettendo il futuro occupazionale di 127 lavoratori", interviene anche l'Alleanza delle Cooperative Italiane dell'Emilia-Romagna che, in una nota, si unisce "allo sdegno espresso dall'assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi" e chiede al Parlamento di approvare la proposta di legge contro le false cooperative.

   Le due imprese, osservano Francesco Milza, Giovanni Monti e Massimo Mota, presidente e co-presidenti Alleanza delle Cooperative Italiane dell'Emilia-Romagna, "non solo non appartengono alle nostre centrali cooperative ma non rappresentano in alcun modo il nostro sistema basato sui valori della mutualità e della solidarietà". Di fatto, osservano, "queste cooperative spurie, oltre a causare gravi sofferenze e disagi alla forza lavoro interessata, danneggiano tutta la cooperazione emiliano-romagnola, un sistema sano e considerato un esempio da replicare altrove. Non possiamo permettere che il modello cooperativo venga infangato e usurpato senza scrupoli, abbiamo gli anticorpi per reagire ma ci servono anche strumenti legislativi più efficaci". Per questo, aggiungono Milza, Monti e Mota, "è arrivato il momento di approvare la legge contro le false cooperative che giace da più di un anno al Senato, dopo che le nostre Organizzazioni hanno raccolto 100mila firme in tutta Italia per chiedere norme più incisive con le quali poter fare pulizia nel mondo della cooperazione. Come rappresentanti delle principali centrali cooperative della regione - concludono - ribadiamo la disponibilità a tutti i soggetti istituzionali e del lavoro coinvolti, a fornire il nostro contributo per risolvere questa grave situazione".

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