L. elettorale: Prodi, non ne parlo

Servono sistemi non-proporzionali per raggruppare energie Paesi

(ANSA) - BOLOGNA, 13 OTT - "Ci sono i giornalisti. E davanti ai giornalisti mi rifiuto di parlarne anche sotto tortura".
    Così, con una battuta, l'ex premier, Romano Prodi ha risposto a una domanda specifica sulla nuova legge elettorale italiana votata ieri dalla Camera, nel corso del suo intervento all'Assemblea generale dell'Emeca a Bologna.
    Più in generale Prodi ha ricordato la sua posizione sui sistemi di voto: "Sono vent'anni che ripeto che un sistema elettorale non è fatto per fotografare un Paese ma per fornire un governo al Paese. Sono sempre stato per sistemi non proporzionali - ha detto il Professore - ma che raggruppino le energie politiche di un Paese. Credo che tutti adesso abbiano bisogno di sistemi che obblighino a un consolidamento del Paese".

SU BOLOGNA LEGGO TUTTO, DALLO SPORT ALLE VARIE LITI

Cosa legge Romano Prodi della cronaca locale bolognese? "Tutto: dallo sport alle varie liti. È sempre uno spettacolo". Così l'ex premier parlando con i giornalisti al termine del suo intervento all'assemblea generale Emeca a Bologna. A chi gli ha chiesto se seguisse anche le liti politiche, il Professore ha risposto che "la cronaca di Bologna si legge tutta. La cronaca locale è spesso più interessante per capire il mondo che non la cronaca nazionale. E' interessante perché si capiscono le sfumature, i sentimenti delle persone. E' più interessante di quello che non si creda". 
   

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