Budrio, in fuga nelle paludi con 2 pistole, è caccia al killer

Un killer senza pietà, armato, dai mille volti e dalle molte identità: si è spacciato per il russo Igor Vaclavic ma poi si è scoperto che il suo vero nome è Norbert Feher, serbo, nato a Sobotica.

L'uomo è indagato formalmente da domenica 9 aprile per due omicidi, quello di Valerio Verri, la guardia ecologica uccisa nel Mezzano la sera di sabato 8 aprile per cui indaga la procura di Ferrara e quello di Davide Fabbri, il barista freddato nel suo locale a Budrio, per cui indaga la procura di Bologna.

Il killer è in fuga, braccato da centinaia di uomini che battono 15 chilometri quadrati nell'area tra Argenta e Molinella. Quello del profilo Facebook, potrebbe essere non solamente un fake, profilo in cui Ezechiele Norberto Feher/Igor Vaclavic si ritrae con selfie in giro per Ferrara, come un turista qualsiasi. 

LA CRONACA

Desolazione e vaste aree insalubri hanno contribuito a dare il nome di Marmorta a una parte dell'estesa zona umida a nord di Molinella, terra di nessuno tra le province di Bologna, Ferrara e Ravenna. Qui, in mezzo a boscaglie e paludi, da qualche parte, forse in un covo più simile a una tana per animali che a un rifugio umano, si pensa possa nascondersi il super-ricercato. Il sospettato di due omicidi per ora è riuscito a sfuggire al rastrellamento imponente delle forze di polizia. Una caccia all'uomo a tutto campo, coordinata dai Carabinieri, e alla quale partecipano i reparti speciali della Polizia, commandos, elicotteri, tiratori scelti, cani molecolari che si spera con il loro fiuto possano individuare una traccia.

Norbert Feher è ricercato per l'omicidio del barista Davide Fabbri di Budrio e per il delitto a Portomaggiore, nel Ferrarese, dove è morto Valerio Verri, guardia ecologica volontaria, mentre il suo collega di pattuglia, l'agente della polizia provinciale Marco Ravaglia, è rimasto ferito. I due erano impegnati in un'attività contro la pesca di frodo, hanno visto un Fiorino bianco sospetto e hanno deciso di controllarlo. Il conducente, appena hanno accostato, ha fatto fuoco: secondo una ricostruzione plausibile, prima ha colpito con tre proiettili l'agente al posto di guida, ricoverato all'ospedale Bufalini di Cesena in coma farmacologico, ma fuori pericolo. Poi ha raggiunto con due proiettili di una calibro 9x21 Verri, uscito dall'auto forse per una reazione. Quindi è fuggito, non prima di aver portato via la pistola di Ravaglia. E' un killer molto pericoloso.

Il 'rambo' 41enne, già in passato condannato per rapine commesse armato da 'ninja' - arco, frecce e anche un'ascia - oltre ad aver ucciso due persone è sospettato anche di un terzo delitto, commesso a Ravenna a fine 2015. E' in fuga armato almeno con due pistole e una quarantina di munizioni. Pronto a tutto per non farsi trovare, in grado di sottrarsi all'arresto, come ha dimostrato quando una macchina dei Carabinieri lo ha speronato. E riuscito a dileguarsi per i campi a piedi, lasciando il Fiorino al lato della strada, in via Spina, nella campagna di Molinella.

Più tardi ai cani addestrati è stato fatto fiutare il Fiorino e nella notte sembravano aver trovato la scia giusta, ma si sono fermati in fondo a uno sterrato. Proprio sul furgoncino, oltre che sulla bici e il giubbotto trovati all'interno, sono proseguite le analisi del Ris, alla ricerca di impronte da comparare con quelle prese a Vaclavic quando fu trattenuto in un Cie, per un ordine di espulsione. E nella speranza di trovare anche solo un capello da cui estrarre il Dna e confrontarlo con il profilo ricavato dal sangue trovato fuori dal bar di Budrio.

Intanto le ricerche vanno avanti senza sosta, un viavai continuo di mezzi e uomini dal cancello della caserma di Molinella, divenuta quartier generale delle indagini. Nella consapevolezza di aver come obiettivo una persona "estremamente pericolosa", ha detto il procuratore di Bologna Giuseppe Amato, che ha lanciato un messaggio alla cittadinanza: bisogna "fare attenzione, perché è un momento delicato. Bisogna avere prudenza nel muoversi, fare attenzione alle persone che si incontrano", ha spiegato, consigliando di segnalare "tempestivamente alle forze di polizia" ogni situazione sospetta "senza intervenire direttamente".

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