Giovanna d'Arco, trionfo dei Greenaway

Tra le più brutte opere di Verdi, diventa spettacolo "da vedere"

(ANSA) - PARMA, 3 OTT - C'è voluto oltre un ventennio perché il Festival Verdi, che da sempre aspira senza riuscirci a un ruolo di primo piano, raggiungesse un risultato artistico di livello internazionale: è successo ieri nel Teatro Farnese di Parma dove è andata in scena una trionfale edizione di Giovanna D'Arco, opera giovanile degli Anni di galera di Verdi. Artefici i coniugi Saskia Boddeke e Peter Greenaway autori di uno spettacolo da "vedere" prima che da ascoltare (del resto lo stesso Verdi considerava questo lavoro un'opera zoppa), immergendo la storia nel contenitore ligneo barocco reso una sorta di maxischermo .
    Il regista, sceneggiatore e pittore gallese e la moglie hanno puntato su scenografie virtuali, videoproiezioni, installazioni, che se hanno sacrificato i cantanti, relegati su una piattaforma rotante in platea al fianco dell'orchestra, hanno però avvolto la vicenda di Giovanna, la santa dei francesi, in un'atmosfera magica dominata da continui cambi di colore, col rosso dell'amore e del sangue a dominare.
   

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