Bonaccini, Umberto Eco tra i più grandi

Insegnò semiotica a generazioni di studenti dell'Alma Mater

(ANSA) - BOLOGNA, 21 FEB - Sarà una cerimonia "breve" con alcuni interventi da parte di amici intimi e anche di istituzioni, come ad esempio il rettore dell'Università di Bologna che potrebbe prendere la parola, quella per l'ultimo saluto ad Umberto Eco. Lo ha spiegato il curatore editoriale storico del filosofo e semiologo, Mario Andreose, lasciando per alcuni minuti la casa di Eco a Milano. La cerimonia laica per l'ultimo saluto si terrà martedì alle 15 nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco. Ci saranno sicuramente i sindaci di Alessandria, città dove Eco era nato, e di Monte Cerignone, il paese delle Marche dove si trova la sua casa di campagna. "Per altre istituzioni stiamo aspettando conferme", ha spiegato. La salma di Umberto Eco lascerà la sua casa soltanto mezz'ora prima dell'inizio della cerimonia di saluto.

   - "'Lascio questa scrittura, non so per chi, non so più intorno a che cosa...' (Il nome della rosa). Ciao Umberto Eco. Tra i più grandi". Così, con questa citazione, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini omaggia sui social Umberto Eco, morto a 84 anni, che con Bologna e l'Alma Mater ha avuto un lunghissimo rapporto. Il semiologo ha trascorso una vita - circa 40 anni - nelle aule della più antica università d'Europa, dove approdò nel 1975 come ordinario di Semiotica. Poi qui fondò il Dams, Dipartimento di discipline di arte, musica e spettacolo, e il dipartimento di Scienze della comunicazione. Dal 2008 invece era alla guida della Scuola superiore di scienze umanistiche dell'università bolognese ed era professore emerito. Insegnò a Bologna, e anche in numerose università del mondo, a generazioni di studenti. L'ultima importante apparizione in pubblico in città di Eco, il professore più illustre di Bologna e simbolo in Italia e soprattutto all'estero dell'Alma Mater, è stata lo scorso giugno per il ritiro del Sigillum magnum d'oro dell'università, in occasione della ReUniOn, primo raduno mondiale dei laureati dell'ateneo bolognese, quando scherzò sul premio, invocando con la consueta ironia, come spesso faceva, il Nobel. A ricordarlo sono già in tanti sui social network, tra allievi e docenti.

   - "Ci mancherai, mancherai a Bologna, ci mancherà il tuo ingegno, il tuo spirito, la tua libertà di pensiero. Addio Umberto". Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ricorda così su Twitter Umberto Eco.

   - "Con la scomparsa di Umberto Eco l'umanità perde un semiologo, un filosofo, un esperto di mass media, un narratore, un grande uomo. Per l'Alma Mater rappresenta la perdita di un Maestro che ne ha innalzato il nome e lo ha fatto conoscere fino ai confini del mondo. Un intellettuale straordinario, profondo e acuto, l'ultimo grande poligrafo, che ha saputo abbracciare la totalità del sapere e che ci ha insegnato che per sovvertire i linguaggi occorreva prima di tutto conoscerli". Lo ha detto il rettore dell'università di Bologna, Francesco Ubertini.

   - "Ci sono professori che sono resi famosi dall'Alma Mater e professori che rendono famosa l'Alma Mater. Umberto Eco era il primo di questi". E' il commosso e ammirato ricordo dell'ex rettore, attuale presidente della Commissione pontificia della latinità, Ivano Dionigi, che con il semiologo era legato da un'antica amicizia. "Tra le mille cose da dire su Umberto - ha detto ancora Dionigi - una su tutte, la sua generosità verso gli studenti e la sua fedeltà all'Alma Mater, l'università di Bologna. Tutte le volte che essa lo chiamava, lui rispondeva, lui c'era. Per me è stato un grande onore e un grande piacere dell'intelligenza averlo potuto incontrare e accompagnare a Bologna, a Pesaro e altrove. Oggi non soffrono solo gli amici, ma tutta la cultura italiana e mondiale si sente orfana". Dionigi ha ricordato quanto Eco si fosse prodigato in occasione del nono centenario dell'Alma Mater: "nonostante i suoi mille impegni, non perdeva una sola lezione".

   - La perdita di Umberto Eco "è irreparabile. E' veramente un grande dispiacere. Eco l'ho conosciuto benissimo, è stato uno dei miei migliori amici". E' il ricordo di Fabio Roversi Monaco, ex rettore dell'università di Bologna per 15 anni, dal 1985 al 2000, e ora presidente di Genius Bononiae. "E' bello ricordarlo come professore universitario che, nonostante la notorietà e l'importanza, poteva pretendere un trattamento preferenziale e non lo ha mai chiesto. Eco era estremamente valido nello svolgere la sua attività didattica e sapeva tenere un rapporto con i giovani - ha spiegato Roversi Monaco - Una persona esemplare, anche nel rispetto, pur essendo impegnato a livello internazionale, delle esigenze accademiche, delle esercitazioni, delle lezioni. Qualsiasi studente di Bologna poteva incontrarlo, anche per strada".

   - "Profondamente addolorato per la scomparsa di Umberto Eco esprimo le mie condoglianze più sincere alla moglie, ai figli e a tutta la famiglia. La comunità accademica italiana e internazionale ha perso uno tra i più raffinati e apprezzati protagonisti". Romano Prodi ricorda così l'intellettuale scomparso. "Ho conosciuto Umberto Eco sin dai tempi del nostro comune impegno all'Università di Bologna e di lui oggi non solo voglio rammentare l'eccezionale contributo che ha saputo offrire alla scienza e alla letteratura, ma assieme ricordare la sua capacita di relazione empatica e immediata con gli studenti e il suo impegno costante come docente".

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