Uno bianca: madre Cc ucciso, non perdono

Chiesa piena a Bologna per 25/o eccidio del Pilastro

(ANSA) - BOLOGNA, 4 GEN - "Io sono cristiana, credo in Dio e in questo Papa che dice di perdonare. Ma io sarei falsa se dicessi che ho perdonato. Non riesco a perdonare". Lo ha detto Annamaria Stefanini, madre di Otello, uno dei tre carabinieri uccisi al Pilastro dalla banda della Uno Bianca. Il 25/o della strage è stato ricordato a Bologna in una chiesa gremita, con la messa celebrata dall'arcivescovo Matteo Zuppi e alla presenza del comandante generale dell'Arma, Tullio Del Sette. "Più di ogni altra cosa mi auguro che questi signori - ha detto la madre di Stefanini, parlando con i giornalisti prima della celebrazione e riferendosi ai componenti della banda - non escano dal carcere. Finché avrò vita e ce la farò, questa sarà la mia battaglia. Sempre. Non devono uscire, hanno ucciso 24 persone e ne hanno ferite 103. La legge non deve permettergli di uscire né di avere benefici. Non hanno avuto pietà di nessuno".

   Un messaggio cui si è associata anche la presidente dell'Associazione familiari delle vittime, Rosanna Zecchi: "Non possiamo dimenticare una cosa così efferata per Bologna e per l'Emilia-Romagna. Sono passati degli anni, ma il nostro dolore è sempre uguale. Sono stati spietati - ha detto - vendicativi, cattivi. Non ci vengano a chiedere niente perché noi non daremo perdono e staremo sempre attenti che rimangano in carcere. Non perché siamo cattivi, come qualcuno ha detto, ma siamo giusti".

    - "Sono 'caduti per noi'. La speranza è che anche se nell'uomo c'è Caino, il male non abbia l'ultima parola. Continuiamo ad essere uomini per difendere questo 'noi', anche per loro, per questi ragazzi". Sono le parole di monsignor Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, davanti alla lapide al Pilastro che ricorda con la frase, 'caduti per noi', i tre carabinieri.

    - "Loro, questi tre ragazzi, che hanno offerto così presto la loro vita per la loro missione, sono sicuramente nell'empireo dei nostri eroi. Eroi dei carabinieri, eroi di tutti. Non li dimenticheremo mai". Così il comandante generale dei carabinieri, generale Tullio Del Sette.

    - La morte dei tre carabinieri "è una ferita che non dimenticheremo, è stato un delitto orribile". Così ne ha parlato il sindaco di Bologna, Virginio Merola, a margine della commemorazione. Il primo cittadino ha ricordato come componenti della banda fossero "poliziotti che fuori dal servizio facevano gli assassini. E' stata - ha detto - un'esperienza incredibile per la nostra città che ha portato tanti lutti. Ma anche un'esperienza che ci ha rinsaldato sul fatto che le cose possono cambiare. La Polizia ha epurato definitivamente queste persone. Guardiamo avanti, sapendo che il male può esistere dove meno ce lo aspettiamo. D'altra parte quello che in questi giorni sta avvenendo col terrorismo ci conferma che la mente umana è una cosa molto strana".

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