A Venezia una mostra per i 100 della Ligabue

E' più antica società provveditori navali

Redazione ANSA VENEZIA

 SCUOLA GRANDE DELLA MISERICORDIA (VENEZIA)  -La storia di un'impresa veneziana, la Ligabue, la più antica società attiva al mondo di appalto e provveditori navale, oggi presente in 14 Paesi con oltre 7700 collaboratori, raccontata con una mostra che attraversa le vicende umane ed economiche di tre generazioni, dal fondatore Anacleto, nato nel 1919, al figlio Giancarlo, fino al nipote Inti Ligabue, attuale presidente ed Ad.

Una storia imprenditoriale che attraversa un secolo, il '900, carico di trasformazioni fondamentali per la società, che si spinge fino all' oggi, che unisce ai bisogni dell'economia la ricerca della qualità, l'impegno sociale e culturale. Non è certo un caso se l'esposizione, intitolata "La grande Impresa", allestita alla Scuola Grande della Misericordia, a Venezia, si apre con una serie di immagini video che illustrano i momenti più significativi del secolo scorso - dalle guerre alle crisi finanziarie, alle proteste di piazza Pechino o la caduta del muro di Berlino - fino allo scheletro di un dinosauro, frutto delle ricerche archeologiche di Giancarlo che allo spirito d'impresa univa la passione per le ricerche sulle origini dell'uomo e le civiltà perdute.

Il percorso di visita  si snoda poi attraverso una trentina di postazioni che narrano i diversi momenti della vita della Ligabue e dei suoi protagonisti, anche con ricordi molto intimi. Se Anacleto partì da due piccoli negozi alimentari a San Marco, se poi inventò il contratto d'appalto e il catering, se Giancarlo ebbe l'intuizione della visione internazionale e della diversificazione, l'oggi parla di un gruppo che conta 5 divisioni e 14 società nel mondo, che gestisce 300 navi, 32 piattaforme e 115 siti remoti, che rifornisce 600 imbarcazioni e ha un giro d'affari di 321 milioni di euro. Assieme ai simboli degli affari, la mostra è punteggiata - anzi, forse proprio questo è il suo fine ultimo - da oggetti, foto, documenti legati alle storie personali dei suoi artefici, delle loro passioni - la cultura e lo sport in primi - del loro stretto legame con Venezia, città di adozione per il capostipite nato a Cadelbosco di Sopra.

Ad accompagnare l'esposizione - curata da Inti Ligabue, Federico Dei Rossi e Luca Facchini, fino al 3 novembre - una monografia, un cortometraggio, un docufilm dedicato a Giancarlo - al quale sarà intitolato il Museo di Storia Naturale cittadino - una serie di conferenze e incontri e iniziative per le scuole. "La nostra iniziativa - ha detto Inti - non vuole essere una celebrazione, è un racconto", la storia di una famiglia che, come nei grandi romanzi, narra un secolo.

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