Canova e Washington, la statua perduta

A Possagno i modelli della statua del primo presidente Usa

Luciano Fioramonti Possagno (Treviso)

    POSSAGNANO  (Treviso)- George Washington come un condottiero romano nell' atto di scrivere il discorso di commiato con la rinuncia al terzo mandato e l' addio la politica. Così Antonio Canova aveva pensato il primo presidente degli Stati Uniti fissando sul marmo il valore e la gloria di uno dei padri fondatori della Nazione. Il grande scultore completò nel 1818 l' ultimo modello del monumento destinato alla Sala del Senato del Parlamento di Raleigh, nel North Carolina. A commissionarglielo era stata due anni prima l' Assemblea Generale su indicazione di Thomas Jefferson, che scelse l' artista italiano perché in America non riteneva nessuno all' altezza del compito. L' opera fu inaugurata nel 1821 tra il plauso generale ma ebbe vita breve. Dieci anni dopo, il 21 gennaio 1831, andò distrutta nell'incendio del Parlamento.
    Possagno, il paese in cui Canova nacque nel 1757, ricorda i duecento anni della messa a punto di quel modello con la grande mostra in programma dall'11 novembre al 28 aprile 2019. Nel piccolo comune in provincia di Treviso la mostra arriva dopo il successo riscosso nei mesi scorsi a New York nel museo Frick Collection.
    Nella bella Gypsotheca e Museo Antonio Canova il racconto della storia del monumento perduto, prima e unica opera eseguita da Canova per gli Stati Uniti, probabilmente il suo lavoro meno conosciuto, procede accanto ai modelli dei capolavori che hanno guadagnato la fama immortale. Per la prima volta si vedono riuniti il modello preparatorio in gesso a grandezza naturale, quattro modellini preparatori, i disegni e le incisioni di traduzione. Completano l'esposizione il ritratto di Canova dipinto nel 1815 da Thomas Lawrence, due busti di Jefferson e Washington realizzati da Hudon, due ritratti dipinti dei due presidenti americani, le prime idee di sviluppo per un monumento presidenziale e tutta la letteratura conosciuta su questo capolavoro. Mario Guderzo, direttore del Museo e curatore della mostra in collaborazione con Xavier F. Salomon, della Frick Collection, ha detto che questa iniziativa internazionale "collocherà Antonio Canova nella posizione che merita: il più grande interprete del Neoclassicismo". Esposti anche i tre modelli in gesso che lo scultore realizzò a partire dal 1817.
    Per le fattezze del volto lo scultore ricevette una copia del busto di Washington scolpito da Giuseppe Ceracchi nel 1795.
    La Gypsotheca rappresenta un unicum: qui sono conservati i modelli originali dell' intera produzione dell' artista. Dopo l' incendio che distrusse il capolavoro, il monumento fu rifatto proprio grazie al modello conservato a Possagno. L' incarico di procedere alla replica fu affidato nel 1970 allo scultore veneziano Romano Vio. Fu il vescovo Giovanni Battista Sartori, fratellastro di Canova, a volere che dal 1829 fossero trasferiti nella Gypsotheca, accanto alla casa natale dell' artista, tutti i modelli originali in gesso conservati nello studio romano dello scultore fino al 1822, l' anno della sua morte. Il complesso, ampliato nel 1957 dall'architetto veneziano Carlo Scarpa, comprende anche il Tempio grandioso progettato da Canova come chiesa del paese a poca distanza dalla sua abitazione. Canova, oltre che genio creativo, fu ambasciatore dell'arte italiana impegnato in prima persona per difenderla e tutelarla.
    Grazie a un lungo lavoro diplomatico, fu lui a far tornare in patria le opere portate in Francia da Napoleone, dal Laocoonte ai Cavalli di San Marco. A Possagno, dove Canova è sepolto (ma il cuore è a Venezia, nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari), ogni anno arrivano 50 mila visitatori per ammirare le Tre Grazie, Amore e Psiche, Napoleone, il monumento funebre a Maria Cristina d' Austria, i Giganti Teseo e Centauro, Ercole e Lica, tre rari modellini in terracotta della principessa Leopoldina Esterhazy, e la celebre Paolina Bonaparte scolpita per celebrare il matrimonio della sorella di Napoleone con Camillo Borghese. Quest' ultima, annuncia il direttore Guderzo, a settembre del prossimo anno andrà a Berlino per la riapertura del Pergamon Museum. Nel 2020 una grande mostra su Antonio Canova è in programma alla National Gallery di Washington. (ANSA).
   

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