Una scultura di Lorenzo Quinn a Forte Marghera

Due mani di ragazzo tengono tesa una fionda che sta per lanciare una sfera, il pianeta terra

Roberto Nardi VENEZIA

VENEZIA - Due mani di ragazzo tengono tesa una fionda che sta per lanciare una sfera, il pianeta terra. Lorenzo Quinn ha attinto a un episodio personale, quando da ragazzino con una fionda distrusse un vetro antiproiettile che il padre Anthony aveva messo a protezione della casa, per realizzare "Stop Playing", la scultura donata a Venezia e collocata a Forte Marghera. Un'opera, come nella tradizione dello scultore, dal valore simbolico e legato all'ambiente: "Venezia è una città così fragile e bella che va protetta".

La scultura è stata inaugurata alla presenza di Quinn e del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Bronzo, acciaio inossidabile, ottone sono i materiali con cui l'artista, che a Venezia aveva realizzato l'opera "Support", le mani giganti che sorreggevano Ca' Sagredo in Canal Grande, lancia un nuovo appello alla difesa di una città tanto unica quanto delicata. "E' il compimento di un sogno che resterà qui anche quando non ci sarò più" ha commentato. "La scultura - ha aggiunto - è un richiamo al nostro presente che guarda al futuro. La fionda simboleggia le nostre risorse naturali stirate oltre il limite possibile. La tensione può causare la loro rottura, il loro annichilimento. Se vogliamo sopravvivere dobbiamo allentare l'attrito e comportarci in modo responsabile". Le mani prese a modello sono quelle del figlio dell'artista, il tredicenne Anthony Quinn. "La fionda di Quinn - ha sottolineato Brugnaro - punta verso Porto Marghera. E' un'opera simbolica che va oltre il valore artistico, diventando universale. Le opere di marginamento del Mose, che va finito, non sono soltanto alle bocche di porto, ma riguardano anche le opere di compensazione che devono essere utilizzate per finire il grande progetto di salvaguardia della città. La scultura, che è stata regalata, diventa patrimonio culturale di Venezia. Credo che questo sia l'esempio dell'aiuto e del rispetto che crediamo sia utile per Venezia. E Forte Marghera, il luogo da cui si difendeva la città storica, è l'area in cui stiamo sperimentando il futuro, puntando sui giovani e sulla cultura".

Sull'area di Forte Marghera l'amministrazione comunale ha investito 12 milioni di euro: 7 per i sottoservizi e 5, con un secondo appalto, per il restauro delle due caserme che fanno da quinta alla darsena.

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