Gita a Chatillon per scoprire Primo Levi

Le opere di Larry Rivers in mostra nel castello Gamba

di Anna Lisa Antonucci ROMA

CHATILLON - Una visita al Castello Gamba di Chatillon, in val d’Aosta, vale sempre la pena. Costruito tra il 1903 e il 1905, per volere del barone torinese Carlo Maurizio Gamba, a Crêt-de-Breil, solo 24 chilometri da Aosta, il palazzo fu pensato come dimora per l’amatissima sposa del barone, Angélique Passerin d’Entrèves, in modo che potesse trascorrere lunghi periodi all’anno vicina agli affetti della famiglia di origine che risiedeva nel castello di Châtillon. La grandiosa opera in stile neomedievale, fu dotata di tutti i confort possibili per l’epoca, tra cui persino un ascensore, il primo installato nella regione. Dopo la morte dei coniugi Gamba, senza eredi diretti, il castello divenne di proprietà della famiglia Passerin d'Entrèves, che nel 1982 lo vendettero alla Regione autonoma Valle d'Aosta. A seguito di un accurato restauro il castello ospita oggi una ricca collezione di Arte moderna e contemporanea. Ma dal prossimo 12 maggio c’è un motivo in più per spingersi nel meraviglioso parco alpino che racchiude l’elegante dimora. L’aristocratico palazzo, che sorge su un promontorio roccioso ed è incastonato in un parco di oltre 50.000 mq, ricco preziosi alberi secolari provenienti da tutto il mondo, ospiterà l’originale mostra ‘ i tre volti di Primo Levi’. Le opere di Larry Rivers proprietà della Pinacoteca Agnelli, saranno esposte nelle sale del castello Gamba in un allestimento curato da Marcella Pralormo.I ritratti hanno una storia particolare. Nel 1987, in occasione di un viaggio a New York subito dopo la tragica scomparsa di Primo Levi, Giovanni Agnelli - che aveva studiato nello stesso liceo torinese dello scrittore e del quale era di due anni più giovane - acquistò dalle Marlborough Galleries di New York tre ritratti di Primo Levi dipinti da Larry Rivers. L’artista, il cui vero nome è Yitzhok Loiza Grossberg (1923-2002), nacque in America da genitori russi ebrei. Nel 1945, poco dopo aver cambiato nome, Rivers iniziò a dipingere, diventando un protagonista della pop art americana. Andy Warhol non nascose mai di essere stato influenzato dall'arte di Rivers, che definì fondamentale nello sviluppo della Pop art.
    A metà degli anni Ottanta, Rivers aveva da poco iniziato a fare i conti con le sue origini ebraiche. Non aveva esperienze dirette della guerra e dello sterminio e fu profondamente turbato dalla lettura di 'Se questo è un uomo', suggeritagli dall’amico Furio Colombo, in quegli anni presidente di Fiat USA.
    Larry Rivers volle leggere dunque tutte le opere di Levi, si appassionò alla sua storia e scelse di animare e teatralizzare i romanzi più celebri in tre opere ancora oggi proprietà della famiglia Agnelli: Witness, Survivor e Periodic Table. A colpire l’artista erano state le diverse identità di Primo Levi: chimico torinese, deportato come partigiano e identificato come ebreo, sopravvissuto allo sterminio e diventato poi famoso come scrittore. Per esprimere al meglio la sua visione della Memoria e della Morte l’artista utilizza la tecnica della cancellazione con figure non pienamente presenti sulla scena. Una perfetta metafora per la difficoltà di trasmettere la memoria dello sterminio da parte dei sopravvissuti. I tre dipinti vennero, dunque, portati in Italia ed esposti, per decisione dell’ Avvocato, nella sede de La Stampa, giornale per il quale Primo Levi aveva scritto a partire dal 1959 saggi racconti ed elzeviri della Terza Pagina. Dal 2002 le tele si trovano negli uffici della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino. Il castello di Chatillon le ospiterà fino al 23 settembre nell’ allestimento progettato da Marco Palmieri. Con l’occasione si potrà visitare anche la ricca collezione di Arte moderna e contemporanea esposta nel palazzo: un patrimonio che, conta più di 1.200 opere fra pittura, scultura, grafica e fotografia, lungo un arco temporale che va dall'Ottocento ai primi anni del nuovo millennio.
   

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