Terremoto: protette le macerie a San Salvatore in Campi

Oggi riunione per recupero frammenti. 'Cinghiata' Torre Civica

di Silvia Lambertucci ROMA

NORCIA - Sono coperte da teloni e al riparo dalla pioggia da questa mattina in Umbria le macerie della chiesetta di San Salvatore in Campi, vicino a Norcia, uno dei gioielli d'arte rasi al suolo dal terremoto del 30 ottobre. Si tratta di una copertura provvisoria, spiega all'ANSA la soprintendente Marica Mercalli, in attesa che venga realizzata la tettoia che è stata progettata dai tecnici. Oggi intanto, proprio attorno alle macerie della chiesetta romanica, la soprintendente incontrerà la direttrice dell'Istituto Centrale per il Restauro Gisella Capponi insieme con altri tecnici ed esperti per capire come impostare il lavoro di recupero dei frammenti degli affreschi che erano contenuti nell'edificio e di una preziosa iconostasi dipinta anch'essa rimasta sotto le macerie.

"Ci auguriamo di riuscire in un recupero come fu per gli affreschi di Assisi", sottolinea Mercalli. Proprio per consentire i lavori di recupero, spiega, la tettoia di protezione dovrebbe configurarsi come un grande capannone che ingloberebbe le macerie della struttura e le parti che sono ancora in piedi. "L'ideale sarebbe lavorare in situ, come si fece ad Assisi, ma è una cosa che va ancora valutata - sottolinea Mercalli - perché San Salvatore in Campi si trova in aperta campagna, intorno non c'è niente".

    Ieri intanto, sono stati recuperati e messi in salvo nel deposito allestito a Spoleto dal ministero di beni culturali e turismo, un crocifisso in legno e un affresco staccato che erano nella chiesa. "Siamo come in un fronte di guerra", sospira la soprintendente. Che risponde anche alle polemiche scoppiate in questi giorni proprio sul caso di San Salvatore in Campi per la quale, è stato denunciato, dopo le scosse del 24 agosto non erano partite le opere di messa in sicurezza: la chiesa, spiega, "abbisognava di un intervento molto complesso", che si stava studiando e che di fatto non si è riusciti a fare in tempo.

    Ancora diverso il caso di Sant'Eutizio, un'altra delle chiese al centro della polemica: "Lì il primo danno vero c'è stato il 26 ottobre, dovuto al cedimento del muro di contenimento della roccia alle spalle della chiesa, che ha sfondato il tetto della chiesa con un effetto 'bomba', mettendo in crisi la struttura".

    Dopo il 30 ottobre, poi, il crollo è stato totale: "E' la montagna che è venuta giù", dice Mercalli, "è venuto giù anche il cimitero, ci sono le tombe scoperte".
    Da un'emergenza all'altra: a Norcia, racconta la soprintendente, si sta intanto "cinghiando" la Torre Civica per metterla in sicurezza: "E' un lavoro fondamentale che si sta facendo con i vigili del fuoco, dopodiché ci si potrà avvicinare per le puntellature". 

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