Turismo, ecco l'esperienza Sardegna

Nuova strategia con marketing più aggressivo e non solo mare

Roberto Murgia

CAGLIARI - I turisti non si aspettano. Non più. I turisti si vanno a cercare studiando che cosa vogliono i mercati esteri, prendendo atto di un presupposto fondamentale: chi viene in vacanza in Sardegna non compra il territorio, ma l'esperienza.
    Da qui la necessità di raccontarlo utilizzando il linguaggio che il mercato richiede. Addio, quindi, al concetto di Sardegna come destinazione balneare indifferenziata e spazio, invece, all'idea di una destinazione con un portafoglio ricco di prodotti: spiagge e mare, certo, e poi cicloturismo, escursionismo, turismo culturale e archeologico, nautica, enogastronomia e ittiturismo, arrampicata, windsurf, wedding, golf e altro ancora. E' la strategia illustrata all'ex Manifattura Tabacchi di Cagliari da Josep Ejarque, coordinatore del percorso di costruzione di "Destinazione Sardegna 2018-2021", presentando il documento frutto del lavoro di ascolto e confronto con i territori e gli stakeholder, chiudendo così la conferenza permanente del Turismo insediata il 18 maggio scorso a Milis.
    "La strategia - spiega Ejarque all'ANSA - non è più quella di attendere i turisti, dobbiamo dar vita a un'operazione di marketing molto più aggressivo ed efficace, non possiamo più essere solo un'Isola 'mentale', non è il cliente che si adegua a noi, ma è il contrario". Insomma, "sarà fondamentale - sottolinea l'esperto - rivendere il territorio a partire dall'esperienza che è in grado di offrire, per fortuna in Sardegna le esperienze che si possono fare sono tante". La Destination management organization (Dmo) deve pensare a questo: "Essere efficiente, efficace, capace di influenzare il turista, dare visibilità all'offerta della destinazione, facilitare le informazioni turistiche", argomenta Ejarque. In generale la strategia del prodotto-destinazione dovrà rispondere all'esigenza di creare itinerari turistici-tematici: dai vini al pane, dai giardini storici ai borghi (anche marinari), dai fari alle mete archeologiche, dai Fenici alle fortificazioni, e ancora dai paesi 'dipinti' alle miniere.
    "Questo documento - ricorda l'assessora al Turismo, Barbara Argiolas - confluirà nel piano strategico che vareremo entro agosto. Uno studio che è il risultato del confronto con i territori e che traccia una linea verso la quale tutti dovranno convergere". L'obiettivo, precisa l'esponente della Giunta Pigliaru, "è quello di aumentare il prodotto interno lordo e l'occupazione con un occhio alle generazioni future, e poi rilanciare la sostenibilità, la salvaguardia dell'ambiente, e la valorizzazione degli attrattori culturali".
   

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