Apre Camera Deputati di Gioberti e Cavour

Visitabile a Torino per tre giorni. L'ultima volta 30 anni fa

Redazione ANSA TORINO

TORINO - L'8 maggio del 1848, a Torino, nella piazza antistante Palazzo Carignano, tanta era l'aspettativa per il primo organo di governo elettivo che c'era una gran folla ad accogliere i primi deputati del Regno di Sardegna. Per l'esattezza 204, tra cui Cavour, Gioberti, Garibaldi, d'Azeglio, Sella. I visitatori, da oggi fino al 19 marzo, potranno accedere alla sede dove legiferarono e vedere gli scranni dove sedevano e da dove intervenivano. Una tre giorni d'eccezione, in occasione della giornata dell'Unità d'Italia, che permette un tuffo nel passato, tra le stanze che conservano dipinti, cimeli, oggetti, tra cui lo scrittorio di lavoro di Cavour, fino, dulcis in fundo lungo il percorso di visite guidate a gruppi, alla Camera dei Deputati, gioiello storico e architettonico. Restaurata nel 2008 e nel 2011, i suoi emicicli conservano intatti gli arredi e le strutture portanti sono originali. Bella e fragile tanto che, aperta al pubblico 30 anni fa, solitamente può essere vista solo da lontano, attraverso una vetrata dall'alto.

Nella Torino del 1848, 125mila abitanti, nonostante soltanto l'1,56% avesse diritto di voto, la novità introdotta dallo Statuto Albertino di affiancare al Senato di nomina regia un altro organo compensativo con borghesi, rappresentanti delle professioni, quali avvocati, magistrati, sembrò una grande conquista. Quella Camera legiferò fino a dicembre 1860. Nel frattempo il numero dei deputati era salito a 408 e l'unità nazionale era alle porte. Di nuovo a tempi di record, come già era avvenuto per realizzare la Camera in 52 giorni, si procedette ai lavori per una struttura provvisoria nel cortile del palazzo per ospitare il primo Parlamento italiano. Venne inaugurato il 18 febbraio 1861 in attesa che venisse costruita la nuova Camera dei Deputati del Regno d'Italia. Ma quando fu completata, nel 1871, Torino dal 1864 non era più capitale.
"Questo è un luogo-simbolo - ha detto il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Laus - che rappresenta i primi passi mossi dalla democrazia. E' importante che le nuove generazione ne facciano memoria". "Qui si è fatta la storia del nostro Paese - ha aggiunto l'assessora comunale alla Cultura, Francesca Leon - Il Museo del Risorgimento sta facendo un grande lavoro di conservazione e divulgazione. Mi auguro che iniziative d'apertura di questo genere possano ripetersi".

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