Rupi e borghi, il fascino del Molise

Nel volume di Emanuele Pecoraro, un tour tra arte e storia

Redazione ANSA BAGNOLI DEL TRIGNO (ISERNIA)

  BAGNOLI DEL TRIGNO (ISERNIA) - Dal teatro sannitico di Pietrabbondante al tempio di Vastogirardi, dalle domus romane di Canneto e di Roccavivara agli insediamenti medievali di Salcito e della rupe di Pietracupa. Terra di meraviglie millenarie dove la natura ha ancora una forza primitiva e irruenta e la cultura ha lasciato un segno profondo, il Molise si disvela nel piccolo volume di Emanuele Pecoraro (Arte e Storia dell'Alto Molise" edito da Lithos). Un viaggio millenario alla scoperta di siti archeologici, capolavori artistici, beni archivistici e ricerche antropologiche, in una delle regioni di fatto meno conosciute e èiù affascinanti d'Italia. E se la prima parte è dedicata alla scoperta di siti, dal Castello di Torella nel Sannio ai tesori custoditi nelle chiese, dalle cerimonie del fuoco di Agnone ai riti apotropaici di Fossalto, la seconda metà del volume si concentra su Bagnoli del Trigno, piccolissimo e suggestivo comune della provincia di Isernia, non a caso indicato come "la perla del Molise". Composto da due metà che insieme non fanno 800 abitanti, arroccato sul massiccio roccioso che si staglia tra il fiume Trigno e il torrente Valla, Bagnoli vanta anche un maniero, il Castello Sanfelice di cui si ricostruisce la storia, insieme a quella delle opere contenute nelle chiese del borgo.
    Nella storia di questo paesino anche una rivolta delle sue donne, che stanche di non rivedere i mariti tornare dal fronte durante la Grande Guerra si organizzarono per la prima volta tutte insieme ed arrivarono ad incendiare il municipio.
   

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