Alla scoperta di Campobasso sotterranea

Associazione 'Centro storico', intervenire per aprire a visite

Redazione ANSA CAMPOBASSO

 CAMPOBASSO - Dall'ex carcere alle cripte ai vecchi camminamenti. È una vera e propria città sotterranea quella che si snoda intorno alla collina Monforte di Campobasso.
    Un percorso oggi non più accessibile a tutti, in quanto molte abitazioni sono private, ma che conserva il fascino della 'polis'. Numerose le testimonianze raccolte nel corso degli anni dall'associazione 'Centro storico' che ha compiuto ispezioni nel sottosuolo, rinvenendo luoghi unici e affascinanti. Come l'ex carcere, situato nel borgo antico della città, per il quale è stato chiesto un intervento del Comune per metterlo in sicurezza e consentirne così l'apertura a turisti e visitatori. "Un impegno finanziario modesto - spiega all'ANSA Paolo Morettini - che però non si è concretizzato". Antiche testimonianze, dunque, ma anche nuove scoperte, come quella avvenuta per caso nel 2009 quando una voragine in via Ziccardi spalancò alla vista di un operaio, che si era calato per verificare l'entità del danno, la presenza di ambienti sotterranei molto ampi. Ma in poche ore il fosso fu ricoperto.
    In passato l'associazione ha organizzato visite guidate alla città 'underground' molto apprezzate da turisti. "Nel sottosuolo ci sono i camminamenti militari realizzati da Cola Monforte - racconta Morettini - ma anche ambienti molto ampi". Una città nascosta sulla quale, dopo il terremoto del 1456, furono edificati nuovi palazzi e realizzate strade.
    "Abbiamo avuto modo di verificare tutto ciò - prosegue Morettini - calandoci nella torretta di San Leonardo che insiste nella cinta muraria e abbiamo ripercorso il vecchio calpestio. Che esista una città sommersa è certo, la prova sono gli ambienti con colonne e volte a crociera che avevano una specifica funzione". Il simbolo di Campobasso è il Castello Monforte che sovrasta l'omonima collina. L'antico maniero di origine normanna, ristrutturato secondo alcuni studiosi nel 1459 dal feudatario di Campobasso Nicola Monforte a seguito del terremoto del 1456, è accessibile ai visitatori nella parte che emerge. Non tutti sanno, però, della presenza di sotterranei dove c'erano i locali adibiti a servizi: stalle, cucine e magazzini. "Anche in questo caso - osserva Morettini - ci sono responsabilità delle passate amministrazioni che hanno sacrificato quegli ambienti per realizzarci un serbatoio per l'acqua. Dove in origine c'era il ponte levatoio - prosegue - è presente un passaggio sotterraneo, ma l'accesso è chiuso con una porta murata. Probabilmente era una via di fuga che collegava il castello a quella che oggi è via Garibaldi". "Bisognerebbe investire su queste cose - conclude Morettini - ma, al di là di qualche privato che sta compiendo studi e rilievi, dal pubblico nessuna notizia". 

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