Ricostruzione 3D per la Rocca di Arcevia

Realizzata da Sistema museale Provincia Ancona e da Digitale srl

Redazione ANSA ANCONA

ANCONA - Sabato 25 novembre, al Centro culturale San Francesco di Arcevia, sarà presentata la ricostruzione 3D navigabile con cardboard della Rocca, realizzata dal Sistema Museale della Provincia di Ancona e dalla Digitale srl di Macerata con il cofinanziameto della Fondazione Cariverona per il progetto Oculus al Museo. Il bellissimo giardino dedicato a Leopardi, con il suo sontuoso orto botanico che presenta più di 60 specie di piante autoctone e esotiche, nasconde un mistero ben più antico. Su questo colle, alla fine del 1200, fu costruita, per volere del cardinale Egidio Albornoz, una possente rocca difensiva completata nel 1300. Era provvista di una possente torre maestra e di un camminamento di ronda in cima alle mura, mentre all'interno si trovavano le sale del castellano, il mulino, il pozzo per l'acqua, i depositi per il cibo e per le munizioni.
    Un'unità completamente autonoma capace di proteggere i suoi cittadini in caso di assedio. Nel 1400 la rocca iniziò il suo lento declino divenendo un rudere immortalato dai disegni di Gherardo Cibo. Genovese di nascita, dopo lunghi viaggi Cibo scelse Rocca Contrada, antico nome di Arcevia, come sua dimora e vi rimase fino alla morte, nel 1600. Fu uno dei più importanti botanici; studiò le specie locali, il loro ambiente e li ritrasse in quello che fu il primo erbario del mondo occidentale. Dai suoi schizzi e disegni comparati con alcuni inventari di archivio, è nata la ricostruzione dell'antica Rocca medievale di Arcevia e sabato verrà presentata al pubblico la lunga opera di ricerca che farà scoprire al pubblico gli splendori di questo suggestivo edificio in una forma nuova e accattivante, pensata soprattutto per i più giovani ma adatta a tutti. Non solo proiezione del filmato, ma una app per smartphone da vedere nel proprio cellulare oppure da montare su un semplice visore cardboard per muoversi a 360 gradi nella Rocca, guidati dalle spiegazioni di Gherardo Cibo.

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