Il volto inedito di Kerouac pittore

Dal 3/12 al Maga 80 opere del padre della Beat Generation

Nicoletta Castagni ROMA

 MAGA GALLARATE  -Dipinti e opere grafiche svelano il volto segreto di Jack Kerouak in una grande mostra allestita dal 3 dicembre al 28 aprile negli spazi del Museo Maga di Gallarate (Varese). Esposte circa 80 opere del padre della Beat Generation, in gran parte mai viste in Italia, che saranno affiancate da materiale documentario di sicuro interesse, come le fotografie di Robert Frank ed Ettore Sottsass, un progetto di Peter Greenaway, oltre al video dell'intervista (da Rai Teche) che gli fece Fernanda Pivano. Con il titolo 'Jack Kerouac. Beat Painting', l'importante rassegna ha lo scopo di gettare una luce del tutto inedita su una delle icone letterarie del XX secolo, grazie alla curatela di Sandrina Bandera, Alessandro Castiglioni ed Emma Zanella, che hanno messo a punto una selezione in grado di illustrare il suo vasto e sfaccettato campo di azione. Considerato uno dei fondatori della Beat Generation, Jack Kerouac rappresentò il movimento letterario e artistico che a partire dalla fine degli anni '40 sconvolse e scandalizzò i valori della società negli Usa e in Europa, dove le sue opere furono diffuse e tradotte quasi immediatamente. Rigettando infatti gli ideali tecnologici del dopoguerra, i Beat e il gruppo di Kerouac, Ginsberg, Owen, Ferlinghetti difesero una nuova etica, quasi tribale, di carattere spontaneista, che sarebbe poi sfociata nel movimento Hippie, nell'opposizione alla guerra del Vietnam e nella 'tre giorni di pace e musica rock' di Woodstock. La scelta di dipinti e opere grafiche di un personaggio così complesso punta dunque a rappresentare per la prima volta l'intero spettro del suo labirintico processo creativo. In particolar modo, esplorerà le sue relazioni con la tradizione della cultura visiva americana, non solo con gli altri autori del movimento Beat, da Allen Ginsberg a William Borroughs, ma anche con i maestri della pittura informale e della Scuola di New York, che Kerouac iniziò a frequentare dalla seconda metà degli anni '50. La forza di queste opere risiede soprattutto nell'identità totale che Kerouac seppe condensare tra vita, produzione letteraria e ogni altra espressione creativa come la musica, il canto, la poesia, il cinema. Ecco quindi che la mostra del Maga si configura come un'occasione unica per ammirare le opere di Kerouac, finora esposte in solo alcuni selezionati musei come il Whitney Museum, il Centre Pompidou e lo Zkm di Karlsruhe e rimaste per decenni a Lowell (Massachusetts), città natale dello scrittore, all'interno del lascito testamentario, ceduto ad una serie di collezionisti privati facenti capo al Rivellino Ldv di Locarno. Il percorso si articolerà in differenti nuclei in grado di sviluppare riflessioni che intrecciano la vita e la poetica di Kerouac, dai ritratti di personaggi famosi quali Joan Crawford, Truman Capote, Dody Muller o il Cardinal Montini ai riferimenti alla cultura beat, da Robert Frank a William Burroughs. La mostra approfondirà inoltre le relazioni tra Kerouac e l'Italia, attraverso una selezione di fotografie scattate da Robert Frank e da Ettore Sottsass alla moglie Fernanda Pivano, ad Allen Ginsberg e allo stesso Kerouac. 

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