L'arte ecosostenibile in mostra a Roma

Florenti, lampadine e celle fotovoltaiche per illuminare opere

Luciano Fioramonti ROMA

ROMA -  L' arte salva il mondo non solo attraverso la bellezza ma anche sperimentando soluzioni reali per rispettare il pianeta ed evitare gli sprechi. Prende forma a Roma la prima mostra a consumo zero, dove le opere e lo spazio espositivo vengono illuminati grazie a celle fotovoltaiche che riciclano l' energia generata da lampadine. A inventarla è Geo Florenti, 42 anni, transilvano di Sibius ma in Italia dal 1991, che ha riunito nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana le opere di 12 di artisti contemporanei italiani di spicco, "brillanti" di luce propria senza attingerla da fonti esterne. Le opere, tutte realizzate per questa occasione, hanno la firma di Luca Maria Patella, Michelangelo Pistoletto, Pietro Ruffo, Marco Tirelli, Giosetta Fioroni, Ileana Florescu, Gianni Dessì, Guido Strazza, Andrea Fogli, Sergio Lombardo, Giuseppe Salvatori, Matteo Basilé.

L' esposizione "Illuminati", a cura di Giancarlo Carpi, dal 16 maggio al 17 giugno, segna una svolta nel modo di pensare l' allestimento di uno spazio espositivo e di concepire la stessa opera d' arte. "Qui - osserva Carpi - il sistema di illuminazione rivendica una centralità nella percezione dei lavori. Poiché unifica le opere non ne ostacola l'autonomia. È come se il rapporto normale tra l'opera e il sistema illuminante replicasse se stesso in un'altra opera". "Il primo a credere al mio progetto è stato il grande Pistoletto - spiega Florenti -. Per coinvolgere gli altri li ho incontrati uno a uno mostrando loro il generatore impiegato per illuminare le opere". Un generatore composto da celle di silicio, appunto. La rivoluzione escogitata dal giovane artista parte da qui e da una lampadina. L' idea di base è riciclare la luce emessa da fonti di luce: si posizionano le celle nei pressi di lampadine led a filamento 10w che, per effetto fotovoltaico, generano altra energia, impegnata subito e senza aiuto di accumulatori, in altra re-Illuminazione. Dal generatore parte un cavo che porta la luce alle 12 opere. "Invece di un' opera d' arte tradizionale - dice Florenti - creo energia che trasformo in luce. Ho messo a punto una tecnologia riducendo al minino le materie utilizzate. Il costo è praticamente nullo". Di fatto l' opera diventa a quattro mani, dell' artista che la realizza e dell' artista che la illumina deve contestualizzarla dandole un design.

Tra gli autori in mostra fanno parte esponenti grandi della vecchia guardia, come il novantacinquenne Guido Strazza, che lavorò con Filippo Tommaso Marinetti, e Giosetta Fioroni. "Nasco come pittore - racconta Florenti - ma ho capito presto che non potevo finire davanti a una tela. L' artista cambia il modo di vedere cose. Io cerco di aprire nuove vie. Ora la mia attenzione è concentrata sul risparmio energetico applicato all' arte. Questa mostra crea un precedente". Il giovane guarda lontano. "Nel mondo stanno succedendo tante cose - dice -. Il pianeta ha problemi seri. Bisogna fare qualcosa. Il mio sistema potrebbe trovare applicazioni diverse, dalla ricarica dei telefonini, che ogni anno nel mondo costa oltre cento miliardi di euro, alla illuminazione degli alberi di natale, che a dicembre assorbono consumi per 7 miliardi di euro, ai cartelloni pubblicitari, all' illuminazione domestica, ai semafori ".

L' idea dell' esposizione nasce nel 2017 quando durante il G7 a Taormina Florenti illuminò a costo zero, con una sua istallazione, un' opera di Giacomo Balla. A pochi metri di distanza era esposto il Ritratto Lucano di Leonardo da Vinci, illuminato con consumo di energia. "Ero lì per comunicare, in modo verificabile, che era possibile illuminare le opere d'arte senza influire sui consumi di energia ma non se ne accorse nessuno. Successe lo stesso con la mia istallazione riferita al Terzo Paradiso, di Pistoletto, il primo quadro illuminato a consumo zero". Fu poi un articolo sulla prestigiosa rivista Nature Photonics a confermare l' interesse della comunità scientifica. Una spinta ulteriore arrivò poi in occasione del centenario di Guglielmo Marconi. "Nella sede del Cnr - racconta Geo - la principessa Elettra Marconi che mi esortò ad evadere dai contesti strettamente artistici e ad applicare la mia opera ad altre realtà". Il nuovo sistema di illuminazione elimina i trasformatori tradizionali, costosi e con problemi di smaltimento, e i led convenzionali ad altissimo consumo. Ogni opera avrà a disposizione una mini cella fotovoltaica monocristallina di soli 5cm x 8cm da 6V, che alimenterà led classici ad alta luminosità. Il confronto dei costi tra questa tecnologia e quelle convenzionali è di uno a 100. 

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