Digitalife, arte, scienza e futuro

Fino a 7/1, nuove tecnologie dal Romaeuropa Festival

di Daniela Giammusso ROMA

ROMA- Gli occhi impiegano qualche istante ad abituarsi all'oscurità totale. Ma poi eccoli, sofisticati e futuristici, gli Istanti di visibilità della croata Ivana Franke che danzano geometrici nel buio.
    Occhialini 3D sul naso, poco dopo, è impossibile non sussultare di meraviglia immersi in quella fuga nel vuoto e nello spazio del teatro virtuale di '360' degli austriaci Granual-Synthesis.
    Arte, scienza, tecnologia si sposano con Digitalife 2017, ottava edizione della sezione dedicata alle nuove tecnologie e all'arte digitale del Romaeuropa Festival, nata da un'idea di Monique Veaute, che quest'anno debutta per la prima volta nelle sale di Palazzo delle Esposizioni (fino al 7 gennaio). ''Una vera sfida - racconta la Veaute - Nell'arte gli spazi hanno la loro importanza e le opere che presentiamo quest'anno cambiano in questo senso''. In tutto, 6 installazioni, in una complessa articolazione di architetture audiovisive e ambienti digitali sul tema della scienza e del futuro, che chiedono al visitatore ''un approccio diverso con l'opera d'arte. Ci si entra dentro - dice ancora la Veaute - e si può diventare protagonisti dell'opera stessa''.
    Ecco allora che ci si ritrova immersi nel paesaggio temporaneo plasmato da luce ultravioletta che l'artista tedesco Robert Henke ha creato ad hoc per la mostra o nell'immaginario lirico del collettivo giapponese Dumb Type in Memorandum or Voyage.
    L'invito è poi a lasciarsi travolgere dal viaggio nel paesaggio organico de La Dispersion du Fils dei francesi Jean Michel Bruyère/LFKs o a cadere nel Purgatorio contemporaneo nell'Allegoria sacra del collettivo russo AES+F.
    A Digitalife 2017 anche una selezione di 13 film dalla Biennale de l'Image en Mouvement del Centre d'Art Contemporain di Ginevra, per lo più inediti in Italia, sulla centralità dell'immagine nella cultura contemporanea. E per i più giovani la piattaforma KizArt, ideata da Raffaella Frascarelli per Nomas Foundation, con il diretto coinvolgimento di personalità del mondo dell'arte contemporanea, dove ciascun partner ha proposto un video che ha giudicato adeguato per i bambini da 0 a 14 anni.(ANSA).
   

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