Le meraviglie del Liberty in 200 capolavori

Dal 23/6 a Trieste opere dal Museo di arti decorative di Praga

Nicoletta Castagniù TRIESTE

TRIESTE - Splendidi dipinti di Jan Preisle e Alphonse Mucha, litografie, gioielli, magnifiche ceramiche, le meraviglie del Liberty sono di scena a Trieste in una grande mostra allestita dal 23 giugno al 7 gennaio alle Scuderie e al Castello di Miramare. Per la prima volta in Italia, saranno esposte circa 200 opere provenienti dal Museo di arti decorative di Praga (attualmente in via di ristrutturazione), che ha concesso in prestito anche sette metri di decorazione del padiglione della Bosnia-Erzegovina, realizzata da Mucha per l'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

Intitolata 'Il Liberty e la rivoluzione delle arti in Europa', l'importante rassegna è stata promossa dal Polo museale del Friuli Venezia Giulia, dal Museo storico e parco del Castello di Miramare e dal Museo delle Arti Decorative di Praga, prodotta e organizzata da Civita Tre Venezie e Villaggio Globale International. A curarla Radim Vondracek, Iva Knobloch, Lucie Vlckova (coordinati dalla direttrice del museo praghese Helena Koenigsmarkova) e la storica dell'arte Rossella Fabiani, che hanno selezionato le opere più significative della collezione, in grado di far rivivere le atmosfere della Belle Epoque e l'avvento del 'modernismo'. Anni cruciali in cui si consumò una sorta di rivoluzione ed emancipazione delle arti in risposta alla sollecitazione delle mutate esigenze estetiche e spirituali. Del resto, il Liberty (in ceco Secese), l'ultimo degli stili universali espresso dall'Occidente a cavallo tra il XIX e il XX secolo in grado di segnare con i suoi tipici elementi figurativi l'architettura, la pittura, la scultura e il mondo multiforme delle arti decorative, ebbe proprio a Praga e in Boemia uno dei suoi centri di sviluppo più rilevanti e originali. Non meraviglia dunque che tocchi a Trieste, città mitteleuropea per eccellenza, di presentare in anteprima queste opere capitali del Liberty ceco.

Dalle pitture alle litografie, dai manifesti ai gioielli, dagli stupefacenti vetri alle ceramiche, dai mobili ai tessuti, dall'abbigliamento e dalla biancheria agli oggetti da tavola, la rassegna triestina vuole rievocare il mondo della Belle Epoque e di una borghesia alle prese con un progresso dirompente. Che da una parte rincorre, basti pensare all'emancipazione femminile, ai trasporti, le comunicazioni, la corrente elettrica, ma da cui vuole difendersi, combattendo l'eccesso di industrializzazione e la cultura meccanizzata di massa, con il ritorno all'industria artistica e a un artigianato di pregio. Le arti applicate ebbero infatti un ruolo centrale, divenendo una componente importante del processo di trasformazione ed elemento chiave nella riforma della vita quotidiana.

Allestiti al Castello di Miramare, accanto ai capolavori d'arte decorativa presentati all'Esposizione Universale di Parigi del 1900, in particolare si potranno ammirare le opere di Alphonse Mucha, uno dei più rappresentativi protagonisti dell'Art Nouveau in Europa, presente in mostra con 12 opere. Fra queste, di grande impatto, sarà senza dubbio una parte consistente ('L'epoca romana e l'arrivo degli slavi') della decorazione realizzata dall'artista per la sala principale del padiglione della Bosnia-Erzegovina all'Esposizione Universale di Parigi del 1900: un acquarello e colore stemperato su tela di quasi sette metri di lunghezza per tre e mezzo di altezza che immerge il visitatore nell'epopea slava.

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