Trieste ricorda imperatrice Maria Teresa

Serracchiani, Galateri, Spadinger, Sommariva, Cerno a confronto

Redazione ANSA TRIESTE

  TRIESTE- Sovrana tollerante, emblema di modernità, imperatrice lungimirante, figura ambigua. Sono queste alcune delle formule utilizzate per descrivere la figura dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, in occasione del 300/o anniversario della sua nascita, ricordato oggi a Trieste nella tavola rotonda "Maria Teresa 1717-2017. Visione geopolitica e modernità", promossa da Regione Friuli Venezia Giulia e Ince (Iniziativa centro europea), e condotta dal direttore dell'Espresso, Tommaso Cerno. Al dibattito hanno partecipato Giovanni Caracciolo di Vietri (segretario generale dell'Ince), Gabriele Galateri di Genola (presidente di Assicurazioni Generali), Mario Sommariva (segretario generale dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale), Erik Fabijancic (presidente del Consiglio della Regione Litoraneo-Montana di Fiume), Wolfgang Spadinger (console generale d'Austria a Milano), Ernst Woller (presidente della Commissione Cultura del Comune di Vienna e membro del Parlamento provinciale di Vienna) e Giorgio Rossi (assessore alla Cultura del Comune di Trieste).
    Per Serracchiani, Maria Teresa "governò con luci e ombre, ma fu esempio di lungimiranza, capace di essere non tanto da imperatrice del suo tempo quanto dei tempi successivi, con scelte che seppero guardare avanti". Cerno ha ricordato "il progetto di modernità dell'imperatrice", riferendosi alle riforme su "scolarizzazione, catasto, sanità e navigazione".
    Caracciolo ha evidenziato il suo ruolo di tessitrice di relazioni nella Mitteleuropa, richiamando "il vertice dei Balcani che si terrà a luglio a Trieste, per la prima volta non in una capitale europea". Rossi ha invitato a fare di Maria Teresa "un esempio che dia spinta alla sfide di oggi, per uscire da una visone provinciale e sviluppare Trieste nel cuore d'Europa".
    Secondo Galateri, "la Trieste degli anni di Maria Teresa fiorì grazie a politiche favorevoli ma anche per la volontà dei triestini di darsi da fare: in quel clima sono nate le Generali e oggi dico che Trieste ha tutti gli strumenti per essere molto più di ciò che è". Sommariva si è concentrato sul "ruolo del porto franco e dei treni, che furono la base della fortuna dello scalo e che sono oggi i due assi su cui il porto sta cercando di costruire una nuova prospettiva, rilanciando i collegamenti con l'entroterra mitteleuropeo".
    Se Woller si è soffermato "sulle posizioni politicamente conservatrici di Maria Teresa ma anche sulle riforme di grande innovazione", Spadinger ha sottolineato infine "la rinascita della Mitteleuropa dopo il crollo del muro di Berlino: oggi le frontiere devono rimanere aperte anche davanti ai flussi di migranti". (ANSA).
   

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